CD

   

 Audion recordings n. 1 “Galleria del jazz italiano” The man I loved
Il primo numero contiene un cd allegato dedicato al jazz italiano degli anni 46-48 dal titolo “Galleria del jazz italiano 1946-1948”. Tutte le registrazioni sono tratte da 78 giri originali dell’ archivio del  noto collezionista Marco Pacci. La realizzazione delle apparecchiature di registrazione sono state curate da Corrado Petri e Stefano Bevacqua che hanno realizzato appositamente un preamplificatore fono per 78 giri con E88CCSQ Philips con alimentatore interamente a batterie. Per la lettura dei dischi è stato realizzato un giradischi EMT930 facente parte della collezione di Luciano Macrì, le puntine utilizzate sono state realizzate appositamente per 78 giri. Il contenuto dei dischi è stato riversato prima su nastro DAT da Giacomo Bartolini e poi mediante un sistema DSP programmabile si è proceduto alla pulizia finale della registrazione. Si tratta in conclusione di una opera di intenso valore artistico e tecnico.
Codice CD1 Euro 19

   

 Audion recordings numero 2 “Fellini”
Il secondo numero di Audion recordings prosegue la pubblicazione della serie muisca jazz grazie a due fra i più noti jazzisti italiani dei giorni nostri: Furio di Castri e Paolo Fresu. Questo numero contiene come allegato una eccezionale registrazione dal vivo effettuata nel Luglio del 1999 durante una esibizione all’interno della Enoteca italiana alla Fortezza medicea di Siena. Questo concerto si è tenuto alla fine dei corsi di perfezionamento annuale di Siena jazz ai quali i due jazzisti partecipano come docenti. Si tratta di una registrazione qualitativamente molto interessante ed effettuata con microfoni AKG modello C414 w Blue Line C391 che si sono dimostrati i più adatti all’utilizzazione in un concerto dal vivo. Il titolo dei brani sono i seguenti: Fellini, Everything, Open trio, Suenos, El barrio, Don’t open here, t’ho voluto bene, Monasterio ‘E Santa Chiara, Walkabout, Caminhos cruzados, Urlo. Fellini è un cd che non dovrebbe mancare mai nella discoteca di un appassionato di musica jazz e non.
Codice CD2 Euro 16

   

RECENSIONI SUI CD

 

 Recensione del cd Audion recording CD1 “Galleria del jazz italiano 1946-1948 The man I loved”

L'uscita di questo un CD rappresenta un avvenimento particolare per la nostra rivista Audion in quanto principalmente  intende essere una operazione di tipo culturale  il cui obbiettivo principale consiste nel recupero  di brani jazz suonati ed incisi da gruppi italiani negli anni 46-48. Il fatto che questi pezzi siano stati incisi in questi anni significa che gli originali si trovano su dischi a 78 giri. Questo comporta che non è possibile effettuare la loro lettura, e la relativa registrazione, con un normale preamplificatore fono in quanto le curve di equalizzazione dei 78 giri sono ben diverse da quelle degli attuali 33 giri. Occorre perciò impiegare un pre adatto allo scopo. Purtroppo i preamplificatori vintage normalmente reperibili o sono troppo rumorosi o soffrono di un circuito di alimentazione troppo spartano perché si possano  ottenere delle buone prestazioni in sede di registrazione. E' stato perciò necessario che qualcuno ( Corrado Petri e Stefano Bevacqua) progettasse un pre mono "dedicato", con equalizzazione passiva ed alimentazione a batterie sia per i filamenti che per la tensione anodica. Il preamplificatore utilizza tutte valvole al di sopra di ogni sospetto, cioè E88CCSQ Philips che nel circuito studiato appositamente per loro si comportano in maniera superba. Si tratta di un pre a tre stadi ed il cui guadagno è ampiamente sufficiente per incidere su DAT. Oltre al preamplificatore "dedicato" è stato utilizzato anche un giradischi di eccezione, ovverosia un EMT930 della collezione di Luciano Macrì ed il cui utilizzo in questo frangente ha risolto qualsiasi tipo di problema. La testina utilizzata è una Shure SC35 con delle puntine fuori commercio che vengono realizzate apposta a seconda del tipo di 78 giri,  ovvero considerando l'anno di incisione, lo stato di usura, ecc.
In conclusione sono state utilizzate apparecchiature che NESSUNO STUDIO DI REGISTRAZIONE, almeno in Italia, ha mai  utilizzato. Purtroppo due dei brani incisi provengono da una  cassetta audio: ma per completezza musicale si è deciso di inserirla sul nostro CD.
L'uscita di questo CD è stata possibile grazie al notevole contributo di Marco Pacci, uno dei pochi collezionisti seri di 78 giri che esista in Italia.
Il contenuto dei 78 giri scelti è stato trasferito su nastro DAT dal fonico Giacomo Bartolini e quindi su CD.
Con questa operazione è stato possibile recuperare della musica che altrimenti sarebbe magari, andata dispersa.

 

 Recensione pubblicata sul numero di Ottobre 2001 di Musica Jazz del Cd di Audion recording CD2 Fellini di Paolo Fresu e Furio Di Castri.

Questo duetto giunge al terzo album in dieci anni d'attività (<<Evening Song» era del 1990, "Urlo» di tre anni dopo) e al primo dal vivo. È l'occasione, nata al termine dei consueti corsi di perfezionamento tenuti dai due musicisti presso Siena Jazz e realizzata per una rivista specializzata in strumentazioni tecniche, per un ripasso di temi vecchi e nuovi, incisi anche nelle altre formule strumentali che uniscono la coppia (per esempio il trio con John Taylor o quello con Antonello Salis), e per verificare come una struttura tanto avventurosa (anche a causa dell'ampio uso dell'elettronica) regga perfettamente la prova dell'esibizione senza rete.
Val la pena di sottolineare, una volta tanto, che Fresu non è solo quel formidabile creatore di atmosfere notturne che tutti hanno nelle orecchie: la sua musica può essere nervosa, scabra, tutta scatti e impennate, come si ascolta in 0pen Trio. Il bello è che anche in questo caso conserva gli elementi espressivi conturbanti, ambigui, che fanno il fascino e l'originalità (ben al di là dei richiami tante volte sottolineati a Davis e Baker) delle sue ballad. Nel sofisticato uso della strumentazione elettronica, poi, il trombettista ha inventato una forma nuova di arrangiamento istantaneo, che andrebbe confrontata concettualmente (sia pure da una prospettiva opposta, per stru­mentazione e risultati espressivi) alle conductions di Butch Morris.
Di Castri, per parte sua, è la vera «interfaccia» di Fresu, in una formazione che non sembra mai avere un protagonista e un gregario. Il suono opulento del suo strumento, l'assorto approfondimento degli assoli, l'immaginoso controcanto al compagno di viag­gio richiamano da vicino i! magistero di uno dei massimi contrabbassisti d'oggi, Dave Holland: conferma di un suono «europeo», mai ridotto alla pur gloriosa tradizione del walkin' bass ma semmai alla scuola secolare del contrappunto, che il contrabbassista torinese persegue con magnifici risultati.
Il repertorio del concerto (o della parte riprodotta su disco: l'ultimo brano sfuma nel nulla, senza applausi) dà conto di una varietà espressiva felicissima. Episodi quasi speri­mentali, come EI barrio (che in apertura sembra evocare la musica sarda), si alternano a un disteso respiro melodico, peraltro sempre controllato: è esemplare Don't Open Here, dove il canto s'inceppa più volte quasi in un sussulto di pudore. E ai temi originali si affiancano canzoni d'ogni latitudine: T'ho voluto bene (ovvero Non dimenticar)" dove la tromba si deforma con toni gustosamente hendrixiani, Monasterio ‘e Santa Chiara, Caminhos cruzados di Antonio Carlos Jobim ed Everything, che pur essendo attribuito ai due interpreti è una palese variazione del glorioso Everything Happens To Me di Tom Adair.

   

 Recensione apparsa sulla rivista di jazz Ritmo relativa all nostro cd "La galleria del jazz" Si invitano i nostri lettori ad acquistare questo prezioso recupero culturale. Acquistare da Audion è un modo per sostenere la nostra rivista.

"E' arrivata Audion" di Dante Panzuti

“… La stimolante libertà di ogni solista nell’esprimersi al meglio in un’atmosfera finalmente ripulita da ogni divieto e contraddizione del passato.”

Una bella, gradita sorpresa hanno trovato coloro  che sono in possesso dei primo numero di una piccola rivista di Firenze: Audion (Edizioni Demidoff uscita con un CD di particolare interesse anche culturale) che sarà accolto con piacere non solo dagli "old" amanti del jazz italiano degli anni 40 ma anche dai giovani alla ricerca di queste radici. Il CD contiene 8 sedute d’incisione che Roberto Nicolosi già arrangiatore durante la guerra per l’orchestra di Bruno Martelli, ha supervisionato portando a termine questo progetto tra il 13 febbraio 1946 e il 12 giugno 1948 mobilitando il meglio dei musicisti di casa nostra che all'epoca già scalpitavano per questa musica. Nicolosi riuscì a convincere i responsabili della casa discografica Odeon che pubblicò queste registrazioni su dischi 78 giri come ‘Serie jazzisti Italiani - Galleria del Jazz” ora riversati in CD grazie all’entusiasmo dello staff Audion e alle fonti fornitrici dei 78 giri: Marco Pacci, Adriano fazzoletti e Vittorio Centola.Il Cd è stato dedicato alla memoria di Anselmo Boldrini, uno dei più qualificati cultori e appassionati di jazz italiano. Credo sia doveroso elencare questo folto gruppo di musicisti che hanno preso parte alle incisioni negli anni ruggenti del dopoguerra: Eraldo Romanoni, Bruno Giannini, Enzo Ceragioli, Giorgio Amleto “Puccio” Roelens (pianisti); Nino Culasso, Baldo Panfili, Nino Impallomeni, Pino Moschini (trombettisti); Athos Ceroni (trombone); William Righi (violino); Jesus Pio, Sandro Bagalini, Franco Mojoli, Glauco Masetti, William Lockwood, Tullio Tilli, Pietro Cottiglieri (sassofonisti e trombettisti); Giuseppe Barenghi, Franco Cerri, Cosimo di Ceglie, Giovanni Ferrero, Otello “Canapino”Canapa (chitarristi); Ubaldo Beduschi, Antonio de Serio, Michele Delia, Rino Santolini, Battista Pazzaglia, Baldo Rossi (contrabbassisti); Gorni Kramer, Elio Favilla (fisarmonicisti); Sereni, Armand Molinetti, Claudio Gambarelli, Enrico Cuomo, Giuseppe Redaelli, Armando Pigni, Renato Sereni, Mario Vinciguerra (batteristi).I titoli incisi sono: El blues del Dom (Ceragioli-Nicolosi); Exactly like You (Fields-McHugh), Fissazione (Kramer), Passeggiata notturna (Righi), Vecchi ruderi (Ceragioli), Quattro in minore (Di Ceglie), I Had To Be You (Jones-Kahn), The Man I Love (Gershwin), Happy Band (Gentry), I surrender Dear (Harris-Clifford), Oh! Lady Be Good (Gershwin), Body and Soul (Heyman-Sour-Green), What This Thing Called Love (Porter), Open The Door Richard (Mc Vea-Howell-Fletcher-Manson), Things Aint What They Used To Be (Ellington), Which Who Which.
Ascoltando queste incisioni si avverte subito la sti­molante libertà di ogni solista nell’esprimersi al meglio in un atmosfera finalmente ripulita da ogni divieto e contraddizioni del tempo passato. Caralogate come “iam session”. s’avvalgono degli arrangiamenti-guida di Kramer. Nicolosi. Righi. Ceragioli e Mojoli. Un particolare sfuggito al correttore di bozze di quei tempo: sulla copertina del CD è stata ingrandita un’etichetta della serie con il titolo The Man I Loved. Quel “Loved” è un errore che farà drizzare le orecchie ai collezionisti dei 78 giri per la caccia al disco.“
Questo CD non deve assolutamente mancare nelle raccolte del jazz italiano.

   

 Prestigiosa recensione relativa al cd “The man I loved” CD1 apparsa sul quotidiano Il Sole  24 ore di domenica 25 Marzo 2001 a cura di Gian Mario Maletto "Ritmi nel tempo"

Ai primi passi del jazz italiano, negli anni difficili ma fervidi e finalmente liberi del dopoguerra, si usa guardare con sufficienza. Sì, l'epoca era marcata da un generale sforzo per l'imitazione di grandi, inarrivabili modelli: nulla, nel movimento, di paragonabile a quanto in quella seconda metà degli anni 40 produceva per esempio il cinema neorealista, un orgoglio nazionale. Ma questo non vuol dire che mancassero musicisti geniali, o con lo strumento o con la penna.
Soltanto ora si va a scavare fra le radici, a recuperare documenti preziosi da trasferire nella nuova tecnologia dei compact disco Quanti se ne accorgeranno? Pochi, forse, ma il peso culturale dell'intervento è comunque notevole. Né stupisce vederne lasciato l'onere a etichette «minori», volontaristiche, come la romana Riviera creata dal critico Adriano Fazzoletti con il sesto disco della sua collana  punta proprio su quel dopoguerra.
Un altro gioiellino analogo ma forse culturalmente ancor più fine, nasce in seno a una rivista toscana di tecniche elettroniche. L'amore per il jazz ha indotto l'editore a produrre dischi, il primo dei quali archeologia clamorosa (ma il secondo, viceversa modernissimo non è meno rilevante, presentando il duo Fresu-Di Castri.
Sono stati scovati presso vari collezionisti e riuniti i sedici brani che fra il '46 e '48 videro all'opera il primo  «trust di cervelli> del nostro jazz moderno: opere spesso citate ma che, anche per la tendenza a fracassarsi dei vecchi 78 giri, nessuno da anni poteva ascoltare o riascoltare. Le sedute prendevano il nome di "jam session », contrassegnate ciascuna da una lettera dell'alfabeto, da A a G, ma erano tutt'altro che costruite  su mera improvvisazione.
Chi segue non superficialmente il jazz italiano troverà interessanti, persino toccanti questa musica e il disco che ce la riporta (Audion Cd 1 prezzo 16 €: va richiesto direttamente ai produttori, tel 055827292).
Qui il talento di spicco era il compianto Roberto Nicolosi, compositore e occasionale ma multiforme strumentista, che allora teneva alla radio la prima rubrica, la storica «Galleria del jazz». Alternandosi come arrangiatore con i vari Kramer, Righi, Mojoli, Di Ceglie, e affidandosi ai migliori solisti del momento (in gran parte gli stessi dell'altro disco già citato, ma in una seduta delle ultime appare un diciottenne Giorgio Gaslini), Nicolosi fu il principale artefice di un'azione collettiva che meritava di essere riscoperta. E, soprattutto, rivalutata con il rispetto sempre dovuto ai pionieri.

   

 Recensione di Audion recordings

Se con ogni probabilità la prima trasmissione "in odore di Jazz" messa in onda dalla URI (Unione Radiofonica Italiana) irruppe nell'etere Lunedì 1 Febbraio 1926, prima dalla stazione di Milano con l'Orchestra di Stefano Ferruzzi, poi dalla stazione di Roma con la Jazz Band dell'Hotel de Russie diretta da Amedeo Escobar, sicuramente l'ultima fu quella che Piero Rizza, sassofonista e clarinettista a capo, all'epoca, di un'eccellente orchestra, realizzò in diretta il 4 Maggio 1943.
Poi più nulla.
Bisognerà infatti attendere lo sbarco degli Alleati e l'attivazione delle varie radio organizzate dal PWB sul fronte alleato (prima in Sicilia, poi nel Sud, e infine a Roma e Firenze) per ascoltare la ripresa di trasmissioni radiofoniche che distribuivano Jazz a piene mani. Curiosamente, in momento tanto tragico per la storia del nostro Paese, il Jazz diventa un linguaggio comune alle due parti belligeranti, anche se utilizzato con scopi differenti. Mentre, come si è visto, gli Alleati diffondevano la "musica dei liberatori" mano a mano che risalivano la nostra penisola, nel Nord non ancora liberato una radio nazi-fascista, Radio Tevere, utilizzava il Jazz come veicolo di propaganda anti-alleati.
Uno dei primi critici italiani di Jazz, se non il primo, che si affacciò ai microfoni dell'EIAR fu il genovese Roberto Nicolosi, già arrangiatore, durante la guerra, per l'Orchestra di Bruno Martelli. Nel 1945, trasferitosi a Milano, Nicolosi fece parte come chitarrista e arrangiatore dell'Orchestra del Momento diretta da Aldo Rossi, e dell'Orchestra Ceragioli; è in questo periodo che, sulle ali della sua genuina passione per la musica jazz, dette vita ad una rubrica radiofonica, specializzata, dal titolo "Galleria del Jazz" (1945 - 1946). Questa rubrica fu dapprima scarsamente menzionata dalla stampa specializzata, e solo JAZZ, la rivista ufficiale dell'Hot Club di Torino, ne dette notizia nel suo numero 2 del Settembre 1945. Ciononostante, il successo della "Galleria del Jazz" fu tale che Nicolosi trovò  porte aperte  alla Casa Discografica ODEON quando propose di varare una serie discografica dedicata ai Jazzisti Italiani, la prima del genere in Italia. Così, tra il 13 Febbraio 1946 e il 12 Giugno 1948, supervisionò personalmente le otto sedute di incisione dove aveva riunito di fronte ai microfoni i migliori "jazzmen" italiani dell'epoca, alcuni tuttora in auge.
Insieme a importanti musicisti che avevano caratterizzato, non solo il Jazz italiano, ma nache quello europeo pre-bellico, come Nino Impallomeni, Enzo Ceragioli e Cosimo Di Ceglie, solo per citarne alcuni, queste registrazioni lanciarono alla ribalta alcuni nomi che diventeranno presto di spicco nel panorama jazzistico italiano, come il pianista Giorgio Gaslini (What is thing called love, Open the door Richard), il chitarrista Franco Cerri (Fissazione, Passeggiata notturna), il tenorista Eraldo Volontè (Happy Band, I surrendere dear), e l'alto sassofonista e clarinettista Glauco Masetti (Lady be good, Body and soul).
Quella di Roberto Nicolosi fu dunque un'opera altamente meritoria: a lui si deve innanzitutto una maggiore conoscenza dell'autentico valore di quei musicisti che avevano già inciso dischi importanti, negli anni trenta e quaranta, con Gorni Kramer ed i Maestri del Ritmo; in secondo luogo, attraverso lo stimolo entusiastico scaturito dalla professionalità di Nicolosi, nuovi talenti si proposero alla ribalta del nuovo jazz italiano dell'immediato dopoguerra, ed è ancora grazie a lui se tutto ciò fu fissato indelebilmente su alcuni, rari, dischi a 78 giri.
Adriano Mazzoletti
Marco Pacci

Nota:
Questa raccolta è dedicata alla memoria dell'amico Anselmo Boldrini, uno fra i più qualificati cultori ed appassionati di Jazz italiano.
Tutti i brani inseriti in questo CD non sono mai stati ripubblicati, né su LP né su CD. I dischi originali a 78 giri utilizzati per la registrazione provengono dalle collezioni di Marco Pacci, Adriano Mazzoletti e Vittorio Centola: a tutti e tre vanno i più sentiti ringraziamenti per aver reso possibile questa curata riedizione.

GALLERIA DEL JAZZ ITALIANO: 1946-1948

JAM SESSION "A"
Nino Culasso (tr.), Pietro Cottiglieri (cl.), Jesus Pio (ts.), Eraldo Romanoni (p.), Giuseppe Barenghi (ch.), Ubaldo Beduschi (cb.), Claudio Gambarelli (bt.), Roberto Nicolosi (arr.)
Milano, 13 Febbraio 1946
MO 10378   El Blues del Dom (Ceragioli-Nicolosi) arr. RN, Odeon H18158
MO 10379   Exactly Like You (Fields-Mc Hugh) arr. RN, Odeon H18158

JAM SESSION "B"
Nino Culasso (tr.),William Righi (vl.,cl.), Sandro Bagalini (ts.,cl.), Bruno Giannini (p.), Franco Cerri (ch.), Antonio De Serio (cb.), Enrico Cuomo (bt.), Gorni Kramer e William Righi (arr.)
Milano, 25 Novembre 1946
MO 10730   Fissazione (Kramer) arr. GK, Odeon H1811
MO 10731   Passeggiata notturna (Righi) arr. WR, Odeon H18112

JAM SESSION "C"
Enzo Ceragioli (p.), Cosimo Di Ceglie (ch.), Michele D'Elia (cb.), Giuseppe Redaelli (bt.), Enzo Ceragioli e Cosimo Di Ceglie (arr.)
Milano, 2 Dicembre 1946
MO 10737   Vecchi ruderi (Ceragioli) arr. EC, Odeon H18159
MO 10738   Quattro in minore (Di Ceglie) arr. CdC, Odeon H18113
MO 10739   It had to be You (Jones-Kahn) arr. CdC, Odeon H18113
MO 10740   The Man I loved (Gershwin) arr. EC, Odeon H18159

JAM SESSION "D"
Baldo Panfili (tr.), Franco Mojoli (as., cl.), Eraldo Volontè (ts.), Enzo Ceragioli (p.), Giovanni Ferrero (ch.), Rino Santolini (cb.), Armando Pagni (bt.), Franco Mojoli (arr.)
Milano, 7 Marzo 1947
MO 10800-2 Happy band (Gentry) arr. FM, Odeon H18160
MO  10801    i SURRENDER DEAR (HARRIS-Clifford) arr. FM, Odeon H18160

JAM SESSION "E"
Nino Impallomeni (tr.), Athos Ceroni (tb.), Glauco Masetti (as., cl.), Rino Santolini (cb.), Renato Sereni (bt.),
Milano, 12 Giugno 1947
MO 10891   Oh lady be good (Gershwin), Odeon H18161
MO 10892   Body and soul (Hewman-Sour-Green), Odeon H18161

JAM SESSION "F"
Nino Impallomeni (tr.), William Lockwood (ts.), Gorni Kramer ed Elvio Favilla (fisa.), Giorgio Gaslini (p.), Battista Pazzaglia (cb.), Armand Molinetti (bt.), Roberto Nicolosi e Gorni Kramer (arr.)
Milano, 25 Marzo 1948
MO 11065   WHAT IS THING CALLED LOVE (Porter) arr. RN e GK, Odeon H18174
MO 11066   Open the door Richard (Mc Vea-Howell-Fletcher-Mason)
arr. RN e GK, Odeon H18174

JAM SESSION "G"
Pino Moschini (tr.), Marcello Boschi (cl. as.), Tullio Tilli (ts.), Amleto "Puccio" Roelens (p.), Otello "Canapino" Canapa (ch.), Baldo Rossi (cb.), Mario Vinciguerra (bt.)
Milano, 12 Giugno 1948
MO 11103   Things ain't what they used to be (Ellington), Odeon H18186
MO 11104   Which who which (Ellington), Odeon H18186

 N.B. Purtroppo in questa nostra riedizione sono mancanti i due brani pubblicati su Odeon H18162 come JAM SESSION "I", incisi il 17 Febbraio 1948 dal piccolo complesso bolognese facente capo a Corrado Bezzi, Mario Bertolazzi e Sergio Nardi, in quanto il disco è risultato introvabile, e di questo ci scusiamo con gli appassionati.