Il provavalvole
A cura della redazione
Il seguente articolo è estratta da un libro oramai introvabile
degli anni 60. Vi sono due opinioni diametralmente opposte circa l'utilità
di un provavalvole; una di esse sostiene che un tubo può sembrare
buono sul provavalvole e risultare difettoso nelle effettive condizioni
di funzionamento del circuito, sicché la sostituzione con tubi sicuramente
buoni è l'unico modo per provare una valvola. Malgrado l'ampia dotazione
di tubi necessaria in televisione, questa tendenza è oggi molto più
diffusa che in passato. L'altra opinione sostiene che un provavalvole ha
reali vantaggi. Se un apparato ha un guasto ben definito, ad esempio, è
guasto un tubo dell'amplificatore a FI video, vi sono buone probabilità
che lo stesso tubo non funzioni correttamente nemmeno in altre parti del
circuito. Se esso realmente è poco efficiente, deve essere sostituito.
Se il tubo presenta un rendimento piuttosto basso e diminuendo leggermente
la tensione di accensione di filamento, si ha una netta caduta di emissione,
si informerà il cliente e si suggerirà la sostituzione del
tubo.
Quando i sintomi non consentono di individuare immediatamente la causa del
guasto, la prova di tutti i tubi dell'apparato la può localizzare.
Se tutti i tubi sono stati controllati con il provavalvole e sono risultati
buoni, si può ritenere eliminata una causa possibile di guasto. Alcuni
tecnici provano sempre tutti i tubi di un apparato, come prima operazione.
Essi così determinano se il guasto può essere attribuito alle
valvole.
Ma i tubi possono risultare buoni in alcuni tipi di provavalvole ed essere
difettosi nell'apparecchio. I circuiti oscillatori tendono ad essere critici
sotto questo aspetto ed alcuni circuiti richiedono ai tubi brevi impulsi
di corrente molto alta; questa condizione di funzionamento non può
essere riprodotta con il provavalvole. Ma alcuni provavalvole possono provare
se le caratteristiche di un tubo sono migliori di quelle di un altro.

La prova dell'emissione
Il provavalvole più ampiamente usato è il provaemissione
(Fig., 1). N.D.R. Un provavalvole ad emisiione è quello della SRE
già trattato in un articolo su Audion on line. Esso è meno
costoso del normale tipo che misura la conduttanza mutua, ma ha possibilità
piuttosto limitate. Esso soltanto indica se un tubo è bruciato o
meno e se vi sono elettrodi in cortocircuito. Se un tubo presenta una sufficiente
emissione con tensione di accensione regolare, bruscamente diminuisce riducendo
la tensione di accensione, si può essere certi che il tubo è
sul punto di esaurirsi. Queste tre possibilità rendono il misuratore
di emissione valido per il 99% dei tubi da controllare.
Come dice lo stesso nome, il provavalvole del tipo ad emissione indica le
possibilità di emissione catodica di un tubo, sotto certe condizioni
normalizzate di prova. Per effettuare la prova, in quasi tutti questi provavalvole
si fa funzionare il tubo come rettificatore a diodo, collegando insieme
la placca e le griglie (Fig. 2). Con la corretta tensione di filamento ed
una bassa tensione anodica applicata, un milliamperometro inserito nel circuito
anodico o catodico misurerà la corrente che circola nel tubo: Siccome
una diminuzione di emissione è una indicazione sufficientemente valida
che il tubo ha raggiunto la fine della sua vita utile, questa prova è
alquanto attendibile.
Sfortunatamente, i catodi dei tubi in qualche caso sviluppano "punti
caldi" dal quali l'emissione diventa così grande che un'area
di griglia relativamente piccola adiacente a questi punti non può
controllare la corrente totale. In queste condizioni, anche se l'emissione
catodica può sembrare sufficiente, il tubo probabilmente non funziona
correttamente nel circuito. Altri fattori possono anche far apparire come
buoni tubi che, in particolari circuiti, non funzionano correttamente.
La prova della transconduttanza
I provavalvole del "tipo a conduttanza" sono particolarmente
adatti ai riparatori. La teoria ed il funzionamento di questi provavalvole
è alquanto più complessa di quella del semplice misuratore
di emissione. Siccome lo scopo normale di un tubo è l'amplificazione,
è più logico che un provavalvole mostri come il tubo amplifica,
simulando il funzionamento del tubo nel circuito effettivo. E questa è,
appunto, la funzione del misuratore di transconduttanza. Una serie di commutatori
e di potenziometri stabiliscono le corrette polarizzazioni anodiche, di
schermo e di griglia del tubo in esame.
I misuratori di transconduttanza possono appartenere a due gruppi principali.
Vi sono quelli che applicano una polarizzazione fissa alla griglia del tubo
e misurano la corrente anodica. Questi misuratori funzionano sul principio
che, a parità di polarizzazione, di tensione anodica, ecc., ciascun
tipo di tubo ha una propria corrente anodica.
Il secondo tipo di misuratore di transconduttanza applica un segnale alternato
alla griglia del tubo in esame. Il segnale amplificato appare sull'anodo
del tubo e viene letto da uno strumento, di solito tarato in transconduttanza
(gm) o con una scala buono-difettoso. La Fig. .3 mostra un circuito semplificato
di quest'ultimo tipo. N.D.R. Appartiene a questo gruppo il provavalvole
militare TV177 ed il TV7 (fotografia numero 1)
Ogni tipo di misuratore, di emissione o di conduttanza, ha i propri vantaggi
ed inconvenienti. In generale, il tipo a conduttanza fornisce risultati
più precisi quando misura tubi amplificatori, ma vi sono eccezioni
a questa regola. Ad esempio, quando si deve controllare un tubo di uscita
a forte corrente, l'amplificatore può risultare efficiente sotto
le condizioni di basso assorbimento di corrente del provavalvole, ma questi
tubi possono non essere in grado di funzionare adeguatamente nelle normali
condizioni di lavoro. In altri termini, i segnali piccoli vengono amplificati
correttamente, ma i segnali corrispondenti al pieno pilotaggio vengono distorti,
poiché i catodi non possono fornire elettroni sufficienti a produrre
la piena potenza di uscita. Questo inconveniente può essere invece
rivelato su un misuratore di emissione.
Come abbiamo detto, il principale vantaggio del misuratore di emissione,
oltre al caso particolare citato avanti, è la semplicità ed
il basso costo. I più complicati circuiti dei misuratori di conduttanza,
mentre sono validi per provare la maggior parte dei tubi, presentano due
inconvenienti principali: un maggior tempo di preordinazione della misura
ed un costo maggiore. Osserviamo ora come si esegue in realtà la
misura con un tipico provavalvole.
La prova di cortocircuito
Anzitutto si alimenta il provavalvole e si regola il controllo della
tensione di rete. Questa regolazione serve ad assicurare una corretta misura,
compensando le normali variazioni di tensione di rete e la caduta di tensione
interna del provavalvole causata da tubi che assorbano un'alta corrente
di filamento.
Successivamente, si ricerca il tubo sul libretto che accompagna il provavalvole,
in modo da regolare le manopole e le leve alla maniera indicata. Si inserisce
il tubo, si attende circa 30 secondi affinché si riscaldi e poi si
prova se vi sono cortocircuiti, conformemente alle indicazioni fornite nel
manuale di istruzione dello strumento. E' assolutamente necessario anzitutto
accertarsi che non vi siano cortocircuiti, poiché si potrebbe bruciare
un resistore o danneggiare lo strumento del provavalvole, quando si esegue
il controllo della qualità.
Nella Fig. 4 è riportato lo schema di principio di un tipico circuito
per la prova dei cortocircuiti.
Ciascun elettrodo del tubo in esame viene collegato al cursore centrale
di un commutatore a pulsante ed un commutatore alla volta viene portato
sulla posizione "prova" e quindi ritornato al normale. Tutti gli
elettrodi risultano collegati ad un lato di un circuito, che contiene una
sorgente di tensione ed un tubo al neon. L'elettrodo sotto misura viene
collegato all'altro capo dello stesso circuito e, se esiste un cortocircuito
fra l'elettrodo in esame e qualunque altro, il circuito risulta chiuso e
la lampada al neon si accende.
Nella prova di cortocircuito con i provavalvole occorre trascurare i momentanei
lampi della lampadina al neon quando si azionano i commutatori. E' anche
conveniente battere delicatamente sul tubo in esame durante la prova; ciò
rivelerà se vi sono elettrodi lenti, che possono andare in cortocircuito
con la vibrazione.
Un'accensione molto debole della lampadina, se persistente, può indicare
una dispersione ad alta resistenza, anche se non vi è un diretto
cortocircuito.
La maggior parte dei provavalvole non è in grado di eseguire sensibili
misure di dispersione. Queste prove sono usualmente necessarie nei televisori.
La maggior parte degli apparecchi radio in AM e degli amplificatori non
risentono praticamente delle dispersioni dei tubi, ma i sensibili circuiti
televisivi generalmente risentono anche di dispersioni molto lievi. Per
questa ragione molti fabbricanti di provavalvole realizzano circuiti di
prova di dispersione molto sensibili, sia come strumenti separati, oppure
inseriti nei normali provavalvole.
Ovviamente viene indicato un cortocircuito fra i terminali di filamento
del tubo e nel caso che uno stesso elettrodo sia collegato internamente
a più di un piedino. Una indicazione di cortocircuito, in questo
caso, è perfettamente normale e le tabelle del provavalvole indicheranno
la presenza di questi normali cortocircuiti. Se durante la misura appaiono
cortocircuiti diversi da quelli normali, il tubo dovrà essere senz'altro
scartato, senza fare prove di emissione o di conduttanza mutua. I tubi sospetti
debbono sempre essere sottoposti anzitutto alla prova di cortocircuito e
se difettosi, vanno scartati.
La prova di rumorosità
Quasi tutti i fabbricanti di provavalvole hanno previsto la possibilità
di effettuare prove di rumorosità dei tubi. Occorre inserire una
cuffia telefonica in una presa sul pannello frontale del provavalvole ed
ascoltare la microfonicità ed il rumore mentre si batte contro il
tubo. Questa prova oggi ha un valore limitato per molte ragioni. Anzitutto
miglioramenti nella costruzione dei tubi hanno quasi del tutto eliminato
difetti di questo tipo. Non si può dire che i tubi recenti siano
totalmente esenti da microfonicità o rumorosità, ma tali difetti
rimangono ad un livello tanto basso da non poter essere rilevato in un provavalvole.
In altri termini, il difetto di un tubo del selettore di canale di un televisore
viene messo in evidenza dal guadagno molto forte che si ha dopo di esso
e che esalta qualunque tendenza del tubo alla microfonicità od alla
rumorosità. Ovviamente, un provavalvole non è in grado di
riprodurre queste condizioni.
I guasti che i vecchi provavalvole potevano indicare con le prove di rumorosità,
i recenti provavalvole li indicano con il controllo di dispersione ad alta
sensibilità.
Come abbiamo detto, vi sono numerosi problemi di rumorosità che il
provavalvole non può controllare. Lo stesso tubo che è rumoroso
in uno stadio a basso livello ed ad alto guadagno può essere silenzioso
quando è usato si un circuito con alto livello di segnale.
Ciò avviene poiché il rumore generato internamente (dell'ordine
dei microvolt) è trascurabile rispetto ad una tensione di segnale
do 01, V, o più. L'inconveniente comincia a manifestarsi solo quando
la tensione di rumore è dello stesso ordine di grandezza della tensione
di segnale. Sicché, per provare se un tubo è rumoroso in un
particolare circuito, conviene installarlo in quel circuito.
Dopo che il tubo ha superato tutte le altre prove, esso è pronto
per il controllo di "qualità", ossia di emissione o di
conduttanza. Con tutti i comandi regolati alla maniera indicata nella tabella
del provavalvole, si premerà il tasto che indica la qualità
e si leggerà sullo strumento se il tubo è buono, cattivo o
mediocre.
I provavalvole possono anche controllare se vi sono elettrodi interrotti,
quali griglie, anodo, ecc. che si siano distaccati dai loro piedini. Questa
prova può essere eseguita immediatamente dopo la prova di emissione,
se si sospetta questo tipo di guasto. Per controllare un elettrodo interrotto,
semplicemente si aprono, uno alla volta, gli interruttori che collegano
gli elettrodi. Quando si apre l'interruttore della griglia controllo, la
corrente che circola attraverso questo elettrodo viene interrotta e lo strumento
presenterà una piccola caduta di corrente totale. Dopo aver chiuso
l'interruttore della griglia controllo, si aprirà l'interruttore
della griglia schermo e così via, per tutti gli elettrodi. Sebbene
l'entità della variazione di corrente totale può variare da
elettrodo ad elettrodo, dovrà sempre aversi una certa diminuzione
man mano che si apre un interruttore. Se l'interruzione di un elettrodo
non porta ad una tale riduzione di corrente, probabilmente l'elettrodo è
distaccato internamente dal tubo.
Le prove di dispersione
Nessuno strumento è in grado di garantire che un tubo funzioni
correttamente nel circuito effettivo, particolarmente se il circuito è
critico. Per esempio, si può avere una dispersione ad alta resistenza
fra due elettrodi del tubo, le cui cause possono essere molteplici. Anzitutto
parte del materiale che emette elettroni sul catodo può evaporare
e depositarsi sulla griglia controllo. Esso può contaminare anche
altri elettrodi, ma i risultati sono più gravi sulla griglia. Quando
il tubo raggiunge la temperatura di lavoro, questo materiale comincia ad
emettere elettroni, dando luogo alla circolazione di corrente dalla griglia,
o da altri elettrodi, all'anodo. Questa circolazione di corrente, o dispersione,
anche se piccola, è frequentemente sufficiente ad alterare le condizioni
di lavoro del tubo ed a pregiudicare fortemente il funzionamento di circuiti
critici.
Dispersioni ad alta resistenza possono essere anche causate da piccole quantità
di gas o da altre contaminazioni interne al bulbo del tubo. Un tubo leggermente
"gassato", od un tubo con griglia contaminata daranno gli stessi
risultati ed i metodi per provarli sono gli stessi.
Molti provavalvole non sono in grado di rivelare tali dispersioni durante
le normali prove di cortocircuito, a meno che la resistenza di dispersione
divenga relativamente bassa, minore di 250.000 ohm, mentre in molti circuiti
una dispersione anche di oltre 250.000 ohm può provocare un difettoso
funzionamento. Conseguentemente, oltre alla prova di cortocircuito, molti
moderni provavalvole possono controllare resistenze interelettrodiche anche
di oltre 20 Megaohm (Fig. 5).
Come si può vedere, tale tipo di provavalvole è semplicemente
un ohmetro con un rettificatore (D1) fornisce la tensione continua. Un sistema
di commutazione consente di misurare la resistenza fra riscaldatore e catodo
e fra la griglia controllo, la griglia schermo, il soppressore, l'anodo
e tutti gli altri elettrodi, uno alla volta. Sensibili misuratori interelettrodici
sono anche disponibili come strumenti separati, da affiancare al provavalvole
che non comprendano tale circuito.
Le prove di vita
Alcuni provavalvole hanno la possibilità di effettuare la così
detta prova di vita. Un tale controllo indica grossolanamente per quanto
tempo si prevede che il tubo possa funzionare correttamente. Un misuratore
di questo tipo semplicemente riduce la tensione di filamento del 15 o 20%.
Se il catodo è molto attivo, in grado di emettere più elettroni
di quanto necessario per il normale funzionamento, esso generalmente continuerà
ad emettere sufficienti elettroni anche con tensione di accensione ridotta
ed allora il provavalvole lo classificherà come buono. Invece, se
il catodo emette al massimo delle sue possibilità ed è appena
in grado di mantenere le condizioni di lavoro del tubo, questo è
probabilmente vicino alla fine della sua vita utile. In questo caso, riducendo
la tensione di filamento, l'indicatore di emissione probabilmente lo definirà
come esaurito.
Si può fare anche un diverso tipo di prova di vita, che consiste
nell'interrompere bruscamente la tensione di filamento. Se il catodo ha
una emissione alta, l'indicazione di emissione diminuisce lentamente; se
il potere emissivo del catodo è debole, la corrente anodica diminuirà
rapidamente.
Tali prove di vita forniscono indicazioni solo grossolane, ma possono essere
utilmente impiegate da tecnici esperti per giudicare se un tubo debba essere
sostituito.
Sebbene i provavalvole siano generalmente considerati strumenti che fanno
risparmiare tempo, vi sono condizioni in cui il loro uso può fare
perdere tempo.
Per esempio, nei televisori a valvole vi sono 15 o più tubi da provare.
Con un normale misuratore di transconduttanza si deve localizzare il tipo
di tubo sulla tabella, regolare 3 o 4 manopole, 8 o 10 levette, inserire
il tubo, attendere che si riscaldi, provare i cortocircuiti manipolando
altri interruttori a levetta o commutatori, ed infine eseguire la prova
di qualità. Anche un tecnico esperto impiegherà non meno di
uno o due minuti per tubo. Ciò significa che in media impiegherà
almeno 30 minuti per provare tutti i tubi. Per abbreviare questo tempo,
alcuni fabbricanti hanno sviluppato strumenti in grado di ridurre il tempo
di prova del 50%.
Uno degli strumenti di prova rapida (nome generale applicato a questi strumenti)
è mostrato nella Fig. 6. Invece di dover regolare molte levette ed
applicare le opportune tensioni ai piedini del tubo, si deve semplicemente
scegliere lo zoccolo, che ha sempre le proprie connessioni, permanentemente
collegate. In questo apparecchio vi sono soltanto due manopole ed una tabella,
in dotazione allo strumento, indicherà quale tipo di zoccolo si deve
usare per ciascun tubo.
Un altro strumento di prova rapida ha cinque zoccoli per ciascun tipo di
tubo, nei quali si possono inserire cinque tubi, di qualunque tipo, contemporaneamente.
Dopo 30 secondi di riscaldamento, durante i quali tutti e cinque i filamenti
si riscaldano, si possono provare in rapida successione tutti e cinque i
tubi.
Un terzo tipo di provavalvole impiega schede perforate, come un calcolatore
(Fig. 7). Basta semplicemente scegliere la scheda corrispondente al tubo
da provare, inserirla in una fenditura sul davanti dello strumento. Il provavalvole
eseguirà tutte le connessioni applicando le corrette tensioni ai
vari elettrodi del tubo. Questo strumento è un provavalvole a transconduttanza,
mentre gli altri due descritti sono del tipo ad emissione.
I provavalvole ai nostri giorni.
A cura della redazione
Negli ultimi dieci anni la situazione non è molto cambiata ovvero
il rapporto tubi e provavalvole è rimasta immutata salvo l'apparizione
di apparecchiature computerizzate che hanno il solo difetto di non essere
molto economici in quanto richiedono una progettazione di hardware, ma anche
di software; perciò sono rimaste appannaggio degli addetti ai lavori
e più che altro di rivenditori che possono così a partire
di tubi correnti effettuare una selezione. Due parole sulla selezione dei
tubi. Che senso ha selezionare tubi di potenza vedi KT88 o EL34, quando
alcuni di loro decapitano dopo pochi giorni oppure dopo pochi mesi? O comunque
i loro parametri variano così tanto che andrebbero rifatte le selezioni?
E' proprio vero che si sta andando verso un mondo virtuale. Se si pensa
che le KT88 Gold Lion venivano "rodate" per 1000 ore !!!
Chi volesse utilizzare un provavlvole tracciacurve potrebbe realizzare il
progetto apparso sulla rivista Audion e che oltretutto può essere
acquistato come set di componenti dalla rivista stessa.
Presso la redazione di Audion è possibile inoltre reperire svariati
manuali dei provavalvole più comuni nonché di tanto in tanto
è possibile acquistare dei provavalvole d'epoca. Dimenticavamo di
dirvi che sobno reperibili nache valvole d'epoca. Contattateci.
Buon divertimento con le valvole e attenti alle scottature.