TOP AUDIO & VIDEO 1999
EDITORIALE- Luciano Macrì
Parlare di questa manifestazione, permettetemi, nazionalpopolare,
diventa ogni anno più difficile.
Innanzitutto non si tratta più, come si evince dal nome stesso, di
una mostra esclusivamente di hi-end audio in quanto è stato introdotto,
causa di forze maggiori, anche il settore home-video. Questo perché,
come ormai evidente, il settore audio è sempre più la Cenerentola
della situazione, giacché linteresse delluomo della strada
è indirizzato da tempo verso altri lidi come computer, internet,
telefonia cellulare, e quantaltro. Come sempre, è una questione di
moda, di trend, e lalta fedeltà (così come, prima di
lei, la fotografia, il radiantismo, o altro) è stata, per così
dire, declassata e ormai per impianto Hi-Fi si intende un elettrodomestico
(leggi compattone). Ovviamente tutti gli espositori al Top Audio
sono consapevoli di questa situazione e di conseguenza, di fronte a queste
nuove richieste di mercato, spesso non riescono ad avere la carica e lentusiasmo
giusti, tali da trasmettere al pubblico la passione per la vera alta fedeltà.
Daltro canto è risaputo che il vero appassionato di Hi-Fi fa
parte della fascia di pubblico di mezza età, ovvero intorno ai 45
anni; la gran parte dei più giovani preferisce lascolto di
musica in auto (e la tenuta del car-auto ne è la prova),
oppure si affida allascolto di musica mediante i sopracitati compatti,
che certo non brillano per qualità sonora, ma che per ascoltare certa
musica da tachicardia vanno più che bene! Che bella età,
,
la mezza età,
In una situazione tale di incertezza, fenomeno che comunque ci risulta mondiale,
ecco che si può comprendere il clima in cui si è svolto lannuale
Top Audio, pardon, Top Audio & Video: in due sole parole, leggermente
sottotono! La manifestazione, peraltro impeccabilmente organizzata come
sempre, è ormai divenuta una tassa da pagare da parte
degli operatori del settore, che ovviamente devono essere presenti ad ogni
costo, anche se, ci pare, a malincuore
E ormai esperienza comune
che il fatto di avere una saletta che suona, magari anche magnificamente
bene, non sia più condizione necessaria e sufficiente a stimolare
un pubblico sempre più di nicchia o, meglio, di micro-nicchia; tantè
che il vero audiofilo è oramai irriconoscibile nella miriade di persone
finto-interessate che riempiono (ma neanche più di tanto
) i
corridoi del Quark Hotel creando solo confusione, primo agli organizzatori
che poi credono in una partecipazione decuplicata ogni anno di più,
e secondo agli addetti ai lavori che devono faticare anche solo per capire
se la persona che di volta in volta fa una domanda è un vero appassionato
o solamente un curioso perditempo (che, appunto, più che altro fa
perdere tempo
). Il pubblico, frequentante ma non pagante, appare
completamente slegato dai concetti canonici dellHi-Fi e rivolto solamente
a stimoli di natura diversa: voglio dire che senzaltro ha più probabilità
di successo commerciale un impianto strano, fuori dal comune,
che suoni in maniera diversa (coincidente spesso con l'esatto contrario
di un suono naturale), piuttosto che un impianto tecnicamente e sonicamente
perfetto, ammesso che la perfezione esista. Il pubblico ci è sembrato,
oltretutto, piombato in una recessione culturale da far paura: non è,
appunto, più chiaro il significato della parola alta fedeltà!
Per molte persone (anche operatori, ahimé) Hi-Fi significa solo amplificazione
che suona in maniera da procurare piacere allascolto, e non
più amplificazione che riproduce il reale. Questo nuovo
concetto è ormai così comune che in molti sono alla ricerca
del suono che non stanchi, confondendo così la fatica
allascolto (ovvero quella introdotta dal sistema di amplificazione)
con la fatica vera e propria cui siamo sottoposti allorquando ascoltiamo
strumenti dal vivo, che per loro natura sono così penetranti
da richiedere pause di ascolto.
Nella saletta AUDION, al Top Audio 99, è successo di tutto:
cè stato anche chi ci ha detto che in quel momento limpianto
stava distorcendo, mentre invece stavamo ascoltando musica jazz che, notoriamente,
è alla ricerca di distorsioni ed effetti; inoltre la domanda tipica
era che potenza ha?: incredibile davvero!! Tutto questo non
dovrebbe però meravigliare: la recessione economica, iniziata più
o meno nel 1991, ha portato inevitabilmente alla recessione culturale. In
altri termini, non si legge e non si studia più! La vendita dei libri,
non solo di quelli di divulgazione tecnica, è crollata, così
come è crollata la vendita di riviste e quotidiani: figuriamoci la
vendita delle riviste tecniche, ormai da anni moribonde
Gli unici che leggono e studiano qualcosa sono coloro che lo devono fare
per lavoro, ma ovviamente sono in pochi. Insomma, il pubblico degli audiofili
non è contento delle riviste, non è contento del Top Audio,
forse non è contento proprio di niente, dunque è difficilissimo
da accontentare.
Questanno si è verificato che molti piccoli operatori e costruttori
italiani, ai quali non è stato concesso laccesso al Top Audio,
abbiano paventato lipotesi di creare, per gli anni a venire, una manifestazione
alternativa al Top Audio stesso. Noi ci auguriamo invece che il Top Audio
stesso riesca in futuro ad allargare le proprie braccia verso questa schiera
di piccole ma solide realtà che stanno dando tanto al mondo dellHi-Fi,
forse più di altre più grandi e dai nomi altisonanti che sono
rimaste ancorate al loro passato, se pur prestigioso.
Il Top Audio 1999 per la nostra rivista ha rappresentato uno sforzo notevole,
soprattutto economico: CONTINUIAMO AD ESSERE LUNICA RIVISTA ITALIANA
DEL SETTORE ALTA FEDELTA CHE PAGHI LA SALETTA DASCOLTO, pur
contribuendo alla pubblicità per la manifestazione non solo sulla
rivista stessa, ma anche su Internet, nel nostro sito che comincia ad essere
molto frequentato e che quindi ci mette alla pari delle riviste tradizionali
in fatto di diffusione dellevento Top Audio. Va bene che siamo di
nicchia, ma ci dovrebbero spiegare quali sono le riviste di alta fedeltà
che non lo sono (di nicchia
) Ma la nostra rivista non vuole essere
polemica, né con il Top Audio, né tantomeno con lApaf,
anche se forse una tale polemica porterebbe consensi ad AUDION: troppo facile
è distruggere, ben più difficile costruire
Non serve
al settore Hi-Fi pubblicare lettere di protesta: lasciano il tempo che trovano
e, casomai, innescano solo processi disgreganti, nocivi per tutti.
Ma tornando alla nostra saletta di questanno, essa era impostata attorno
ad un preamplificatore con triodi ad alto guadagno e bassa impedenza di
uscita, progetto di Stefano Bevacqua, un finale single ended Dual Single
AF Audio 2A3, un gira CD modificato, due diffusori ad alta efficienza Samoa
con altoparlanti Audion, modello LB1, nonché cavi di segnale e di
potenza Audion. Era inoltre in visione, ma anche ascoltabile su appuntamento,
un integrato particolarissimo che con un singolo tubo finale(una T1610)
è capace di erogare 50W di altissima qualità. Insomma, un
monotriodo con la potenza di un push pull di KT88, che chiude così
in vincita la partita della potenza: in altri termini, con un tale finale
è possibile utilizzare tutta quella serie di diffusori dalle ottime
caratteristiche qualitative ma che hanno bassissima efficienza.
Presso la nostra saletta era presente uno dei protagonisti del Top Audio
99: si tratta del Dottor Riccardo Kron, ovvero il costruttore delle valvole
KR. Durante i cinque giorni passati in sua compagnia ci è stato possibile
capire ed apprezzare (ovvero anche ascoltare) la tecnologia dei tubi KR,
che vengono costruiti nella Repubblica Ceca, unica nazione nella quale il
livello qualitativo di costruzione dei tubi elettronici era comunque alto
anche quando si chiamava Cecoslovacchia, dopo la chiusura delle fabbriche
tradizionali come la Philips,la Mullard, la Telefunken, ecc. Molte delle
valvole marcate Mullard, Siemens, o altro, sono state costruite in Cecoslovacchia
e nessuno, pare, se ne sia mai accorto. Dopo numerose ricerche, studi e
travagli durati qualche anno, Riccardo Kron con la sua KR Enterprise sembra
essere finalmente in grado di fornirci dei triodi a riscaldamento diretto
(per ora quasi esclusivamente di potenza) che niente hanno ad invidiare
al livello qualitativo del passato, anzi: basti pensare al loro vuoto, notevolmente
più spinto, tale che è decisamente impossibile vedere il blu
dentro le valvole KR! Lascolto prolungato del nostro Dual Single 2A3
e dei diffusori Samoa ci ha definitivamente convinti che con i tubi KR si
ha a che fare con i triodi a riscaldamento diretto del futuro. Lunico
difetto sta nel fatto che, essendo costruiti a mano,
come si farebbe in un gabinetto di fisica, uno ad uno, con cura, il loro
prezzo può sembrare elevato: ma dobbiamo tener presente che siamo
di fronte a un qualche cosa che non permette confronti con alcunché
attualmente in commercio. Peccato che la presentazione ufficiale delle valvole
KR, da noi organizzata e curata, che avrebbe dovuto tenersi con una conferenza
stampa, non sia stata allestita da parte dellorganizzazione Top Audio;
è un peccato in quanto avrebbe sicuramente costituito il vero evento
di questanno al Top Audio. Infatti, in passato furono fatte presentazioni
di valvole dal nome altisonante, ma che poi si sono rivelate un colossale
bluff: questo non sarebbe certamente successo con le KR!! Da
parte nostra, auguriamo a Riccardo Kron di proseguire nella sua interessante
produzione, senza altro pensare che a produrre tubi eccezionali per i veri
appassionati, lasciando perdere ogni altra bega commerciale.
Chiudiamo qui questa nostra divagazione sul tema Top Audio & Video 1999,
ringraziando lApaf tutta per la consueta gentile ospitalità,
nonché tutti coloro che ci hanno dato fiducia e dimostrato affetto,
mantenendo viva così la nostra voglia di continuare, nonostante tutto!

Fotografia n. 1 Primo piano delle elettroniche Audion. Un numero di pre e finali incredibile!

Fotografia n. 2. Un primo piano delle Samoa, diffusore a larga banda Audion che ha entusiasmato non pochi visitatori.