Up grading del finale di Nuova Elettronica
LX133.
Trasformalo in un finale con triodi a riscaldamento
diretto!!!
di Alberto Selvi
Molti esemplari dei kit dell'amplificatore push pull di KT88 o EL34 di Nuova Elettronica sono stati venduti, e, mentre molti ne sono rimasti soddisfatti, molti altri si sono accorti che le limitazioni soniche di cui si parla a proposito degli amplificatori fortemente controreazionati e fortemente stabilizzati non sono solo chiacchiere. A molti acquirenti di questo kit è capitato che magari dopo aver pasticciato non poco per migliorare in qualche modo le prestazioni dell'oggetto, se ne sono disfatti per poche lire, o hanno finito per regalare quel che restava.( questo a riprova che chi spende poco poi spende almeno due volte! N.D.R.).
Da molto tempo sono un convinto estimatore di amplificatori valvolari
monotriodo a riscaldamento diretto per tutti i vantaggi sonici che essi
comportano. Ciò non mi ha mai esatto però dal riconoscere
ad altre configurazioni i loro bravi vantaggi; in particolare, al push pull
di DHT va riconosciuta, a mio avviso, una riproduzione più corposa
dei bassi ed una certa "affinità" per la musica rock.
Da molto tempo non mi ero più cimentato nella costruzione di un push
pull, salvo qualche piccolo "EL84" in ultralineare.
L'occasione mi è venuta quando sono entrato in possesso di un "cadavere"
di un ampli LX113 venduto in kit da Nuova elettronica e dopo alcune chiacchiere
con l'amico Luciano Macrì, il quale mi suggeriva di sostituire le
valvole finali con dei triodi a riscaldamento diretto.
L'idea era semplice visto che la parte alimentatrice e i trasformatori di
uscita erano, insieme al telaio in m.d.f. laccato nero erano ancora integri.
Ho quindi pensato di ricostruire ex novo tutta la parte di amplificazione
evitando accuratamente l'uso di circuiti stampati, per i quali ho sviluppato
una certa idiosincrasia, ove siano sul percorso del segnale. Ho optato poi
per un buon schema ed ho impiegato materiali discreti, ma senza pretese,
visto che poi il risultato finale sarebbe stato comunque condizionato dalla
qualità di quelli che vanno considerati i componenti principe di
un amplificatore valvolare, e cioè i trasformatori di uscita( sui
quali è meglio stendere un velo pietoso, N.D.R.).
L'intero circuito è stato progettato tenendo sott'occhio i data sheet
ed i fogli applicativi delle valvole impiegate, cercando di farle lavorare
ai regimi previsti dal costruttore.
Non ho voluto applicare nessuna forma di controreazione per salvaguardare
il più possibile le caratteristiche di trasparenza delle valvole
finali usate, anche se, ad alcune prove effettuate, questo avrebbe risolto
molto più facilmente i problemi di rumore di fondo che si presentano.
L'aspetto essenziale, ed i fatti hanno dimostrato quanto fosse importante
fornire un pilotaggio molto deciso alle finali, anche a costo di sacrificare
un po' il guadagno di tutto l'insieme, e per ottenere ciò la strada,
dati i condizionamenti di zoccolatura posti sul telaio (noval) poteva essere
solo quella dell'uscita catodica dello stadio pilota, a meno di non usare
valvole tipo12BH7, che però oltre che essere care (era e doveva rimanere
un "divertimento" a basso costo), hanno anche il difetto di un
maggiore assorbimento del filamento, ed il trasformatore di alimentazione
non pareva abbstanza dimensionato ( ovviamente N.D.R.).
La prima soluzione sperimentata è stata perciò quella di utilizzare
un amplificatore di tensione con una sezione di ECC83 la cui seconda sezione
fungeva da invertitore, ed una ECC82 pilota, in uscita catodica. Incredibile
ma vero, il guadagno risultava essere quello di un integrato, eccessivo
e rumoroso, oltre a dare origine ad un suono che poco aveva a che fare con
la dolcezzza valvolare, che tutti conosciamo ed apprezziamo.
La soluzione logica e definitiva è stta quella di usare delle ECC82
anche nel primo stadio, accoppiando direttamente le due sezioni, di cui
la prima , amplificatore di tensione, con il catodo non bypassato, e la
seconda, invertitore, in carico simmetrico (risparmiando un condensatore
con benefici sonici ed economici), e lasciando inalterato lo stadio pilota.
I migliori risultati sono poi stati ottenuti usando una coppia di Telefunken
ECC802S nel primo stadio per la loro "brillantezza" di suono (ma
solo perchè me le trovavo in casa, dato il loro costo non proprio
adeguato all'economia del progetto) ed una coppia di 5814 per il catode
follower di pilotaggio.
Per quanto riguarda la componentistica, ripeto, buona ma senza scialo: resistenza
ad impasto di carbone selezionate in coppia con un po' di pazienza per quanto
riguarda la tolleranza, condensatori in polipropilene, elettrolitici di
buona qualità nella sezione di alimentazione.
A questo proposito va detto che si è reso necessario un "improvement"
dello stesso che si vede pesantemente modificato a valle di quella che era
l'uscita originaria: in serie ad essa è stata aggiunta una successiva
cella Rc che provvede alla tensione di alimentazione della parte finale
tramite la necessaria caduta di potenziale..
Non amo molto parlare delle prestazioni delle mie realizzazioni, ma immagino
che la domanda, se qualcuno avrà avuto la pazienza di leggermi fin
qui sia del genere: si va bene ma come suona? La risposta è ovviamente
bene, decisamente bene se si considera la non eccelsa qualità dei
trasformatori di uscita (più che di trasformatori di uscita si dovrebbe
parlare di trasfo di alimentazione, N.D.R.) e tutti i compromessi a cui
si è dovuto sottostare, a cominciare dall'alimentazione. Suona pieno,
deciso, dettagaliato. Suona meglio con generi quali rock ed il jazz, ma
non disdegna la classica, seppur con qualche piccola limitazione in alto
e nella ricostruzione dell'immagine sonora a volte non granitica come stabilità.
In basso è potente e discretamente frenato, il che non guasta per
l'uso con casse dall'efficienza non proprio stratosferica, anche se, accoppiato
alle mie da 103 dB...va meglio, ovviamente!
Soluzioni alternative possibili.
-Scordarsi della polarizzazione fissa ( e quindi non usare la parte di alimentatore
relativa ai negativi di griglia) e ottenere la polarizzazione di catodo
tramite l'inserzione di un potenziometro da 3 watt circa e di una resistenza
di catodo adeguatamente bypassata. Il vantaggio consiste nell'avere una
minor necessità di caduta di tensione sull'anodica anche se questa
ci si ritroverà sulla resistenza di catodo. Il circuito con polarizzazione
catodica a fronte di una minor potenza di uscita da in genere una musicalità
molto maggiore anche se poi occorre impiegare un condensatore di bypass
di qualità adeguata. Questa modifica non è stata realizzata
dal sottoscritto per mancanza di tempo.
- alimetazione in corrente continua dei filamenti (realizzata dal sottoscritto),
tramite due ponti da 25 A e condensatori di livellamento da 8.800 microfarad
per sezione. I vantaggi di questa modifica risiedono nel minor rumore di
fondo e pulizia sopratutto nei "pianissimi" o nei silenzi. A proposito
dei filamenti attenzione alla differenza di potenziale catodo- filamento
della sezione dell'inseguitore cataodico. Ci vuole poco ritrovarsi fischi
e ronzii.
In coda a questa descrizione, sento la necessità di ringraziare Luciano
Macrì, che, oltre ad onorarmi della sua amicizia, a volte riesce
a fornirmi utili indicazioni sui circuiti ausdio.
N.D.R.
Questo up grading è chiaramente più drastico rispetto al precedente
e ci fa comprendere quanto sia difficile offrire un amplificatore valvolare
a costi irrisori. A parte le semplici modifiche riportate nell'altro articolo
e riguardante semplicemente la qualità dei condensatori o poco più
E' TUTTA LA COMPONENTISTICA impiegata ad essere a livello qualitativo molto
basso, in fondo questo kit è poco più di un balocco per bambini.
Chi veramente desidera ascoltare musica e non solo "sciogliere stagno"
deve affidarsi a dei kit seri che ovviamente non costano come i giocattoli!.
Chi si accingerà a queste sostanziali modifiche ne trarrà
comunque delle notevoli soddisfazioni sopratutto se confronterà le
prestazioni con il tipo originale oppure con tanti apprecchi commerciali
di scarsa qualità.
Chi fosse interessato a questa modifica può richiedere tutti i
componenti necessari incluse le quattro valvole finali (triodi a riscaldamento
diretto) e quattro ECC82 Tesla a lire 385.000, oppure il solo set dei tubi
a lire 280.000. In entrambi i casi verrà accluso al set lo schema
elettrico con tutti i valori. I set possono essere richiesti per posta alla
redazione di Audion C.P. 6599, 50127 Firenze oppure via fax 055 8277528
oppure via email.
Buon divertimento a tutti.
P.S. Si consiglia ai meno esperti la consultazione dei tre volumi Manuali
hi fi a valvole, schemario. In questo modo si eviterà di chiedere,
chiedere, chiedere spiegazioni a destra e sinistra.
E per finire ABBONATI AD AUDION (lire 60.000 annue) o meglio ancora diventa
un sostenitore (lire 100.000 annue).
Figura numero 1
Foto dell'amplificatore di Nuova Elettronica, si noti
che il telaio è in mdf e non un contenitore metallico. Motivo: risparmio.
Figura numero 2

Foto del cablaggio interno dell'amplificatore. Si noti
il gran caos esistente, ma si tratta di un prototipo.
Figura numero
3
Schema elettrico di principio dell'amplificatore modificato con triodi a
riscaldamento diretto. Lo schema completo dei valori viene fornito assieme
al set.