Valvole, che passione!
di Luciano Macrì
Per gentile concessione della rivista Italiana SUONO
Ospitiamo molto volentieri l'interessante articolo dell'amico Luciano Macrì, della rivista Audion, una bella pubblicazione dedicata esclusivamente al trattamento di progetti valvolari. Esso contribuirà a fare un po' di chiarezza nel confuso panorama della produzione di valvole, forse gettando un po' di delusione in quanti, affascinati da questo o quel marchio, pensavano di poter andare sempre sul sicuro, ma svelando alcuni interessanti e spesso ignoti "retroscena" del magico mondo dei tubi termoionici.
Oramai tutti ne parlano, tutti le cercano, tutti le impiegano; il fenomeno valvole è stato recepito da una massa consistente di appassionati audiofili. Le riviste, che all'inizio giudicavano questo fenomeno marginale, si sono buttate a capofitto sui tubi elettronici ed i progetti valvolari, in base alla ormai nota politica del "vai dove ti porta il cuore" (leggi "richiesta di mercato").
Stiamo perciò vivendo uno dei tipici momenti culturali all'italiana:
la "moda valvole". Oramai sembrano lontani i tempi in cui anche
il sottoscritto veniva considerato da molti "un tipo un po' strano"
che si trastullava con le vecchie valvole, insomma un eccentrico.
Attualmente non è più un problema reperire qualsiasi tipo
di componente per costruire o riparare elettroniche valvolari e anche l'offerta
di tubi elettronici è di gran lunga superiore a quella degli anni
'60, ovviamente non per tutti i tipi. Purtroppo per molti è solo
una moda e solo per pochi l`alta fedeltà è oggetto di vera
passione, di studio, di divertimento ed ha come fine unico la riproduzione
fedele della musica in ambiente domestico. Di valvole se ne parla molto
e, soprattutto, si cercano "verità assolute" che non esistono.
Tutto ciò che ci circonda, anche la cosa più insignificante,
appare, se esaminata al microscopio, molto più complessa di quello
che in realtà è. Con questo scritto perciò cercheremo
di rendere ancora più confuse le idee sull`argomento valvole; anche
se in realtà cercheremo di esaminare le valvole stesse al microscopio,
ovvero di far capire qualcosa di più, ma come noto "sa chi sa
di non sapere".
Le valvole di ieri
I tubi termoionici sono stati costruiti sino agli anni '70 dai produttori
dai nomi altisonanti e tuttora noti; successivamente la produzione è
continuata per l'Europa nei paesi dell'Est e per l'America a Taiwan o comunque
nei paesi orientali.
Le valvole di più frequente impiego nel settore audio si possono
dividere in tubi di segnale e tubi di potenza. Fra le prime si possono citare
le ECC81/2/3/8, le 12BH7, le 6CG7 ecc; fra le seconde, le EL34, le KT88
e le 6550. Sin dagli anni '90 si è scatenata in Italia una vera e
propria ricerca frenetica delle valvole nuove ma d'epoca, ovvero quelle
che gli americani chiamano N.O.S. (new old stock). La maggior parte di esse
sono, o per meglio dire, erano disponibili o presso i principali rottamai
di materiale elettrico militare (surplus) o presso vecchi negozi di ricambistica
tv che conservavano in magazzino, magari in cantina, i vecchi e cari tubi
elettronici. In genere, le valvole provenienti dal settore surplus hanno
tutte la caratteristica di avere ottimi livelli qualitativi essendo pensate
perlopiù per l'impiego in apparecchiature militari. Un caso diverso
è costituito dalle valvole reperibili presso i rivenditori che ne
hanno ancora in magazzino certi quantitativi: presso di loro è possibile
reperire del buon materiale, che però spesso si rivela un po' meno
interessante dal momento che verso la fine dell'era valvolare venivano commercializzate
valvole di qualità non eccelsa. In genere però si trattava
di pochi tipi di tubi e comunque relativi al settore tv, come la PCL805,
PCL82 ecc.
La qualità delle valvole del passato
È veramente difficile fornire concetti guida che siano sempre validi
per il riconoscimento di valvole di qualità, ma cercheremo comunque
di dare notizie utili al riguardo. In generale, le valvole di produzione
americana sono sempre di qualità elevata. Un marchio che è
stato sempre ben commercializzato in Italia (precisamente a Firenze dalla
organizzazione GEB) era la General Electric: il livello qualitativo di questo
produttore, così come il prezzo delle sue valvole, era sempre più
elevato rispetto alle corrispondenti produttrici europee. Difficilmente
una valvola G.E. risultava difettosa ed anche la durata era estremamente
lunga. Detto questo, l'appassionato non deve però fidarsi ciecamente
poiché verso gli anni '80, quando le scorte di magazzino terminarono,
la G.E. produsse alcuni tipi di valvole in altri paesi, senza che questo
venisse specificato né sul tubo e neppure sulla scatola. Questi tubi
risultano avere caratteristiche nettamente inferiori rispetto ai tubi di
vecchia produzione e ciò costituì motivo di confusione poiché,
come già detto, il paese di provenienza non risultava impresso sulla
valvola. A parte queste valvole, anche molti altri costruttori affidarono
la costruzione a ditte estere dove il costo della manodopera era molto più
basso. Perciò è fondamentale per l'utente capire l'anno di
produzione, poiché questo può cambiare notevolmente le cose.
Attualmente sono reperibili valvole 6550 marcate G.E. di costruzione anni
'90: esse sono prodotte negli Stati Uniti, ma dalla MPD sotto licenza G.E.
e dunque non sono G.E.
Un altro fattore di cui tenere conto è quello relativo al livello
qualitativo assoluto delle valvole stesse, in altre parole del fatto che
si tratti di tubi di prima scelta, di seconda scelta, ecc. Potremmo ragionevolmente
affermare, senza problemi di smentita conoscendo personalmente l'ex importatore
della G.E. stessa, che le valvole di questo marchio presenti allora sul
mercato italiano erano tutte di prima scelta (naturalmente escludendo tutte
quelle non prodotte negli Stati Uniti). Anche il marchio Sylvania era importato
dalla GEB di Firenze e sicuramente le valvole di questo costruttore erano
di livello qualitativo elevato. G.E. e Sylvania fornivano anche i data sheet
completi delle curve dei tipi da loro prodotti. Questi dati, assieme a quelli
di pochi altri produttori (Philips, Telefunken, Siemens, ecc.), venivano
in genere consultati dai costruttori di tubi termoionici e dai costruttori
di elettroniche valvolari. Il sottoscritto ha potuto constatare personalmente
la dotazione della vecchia fabbrica fiorentina di valvole, la gloriosa Fivre,
che dopo un periodo iniziale di costruzione di tubi su licenza RCA realizzò
in proprio la fabbricazione di innumerevoli tipi di valvole. In questa fabbrica,
appunto, venivano utilizzati i data sheet originali dei tubi ed alcuni campioni
stessi delle valvole da "clonare"; dopo alcune "radiografie"
si procedeva alla copia del tubo stesso in un contesto che molto probabilmente
era molto vicino a quello nel quale operano attualmente le fabbriche cinesi
(chi fosse interessato ad acquisire i data sheet completi originali G.E.
e Sylvania o altri mi contatti attraverso la redazione di Suono).
Riprendiamo il "filamento" del discorso. Un altro marchio molto
diffuso in Italia era, come tutti sanno, Philips, che costruiva valvole
in molti paesi fra cui Italia (Monza), Ungheria (ex Tungsram), ecc. In generale
le valvole prodotte dalla Philips erano tutte di buon livello qualitativo,
e non dobbiamo scordarci che molte valvole storiche furono a loro tempo
progettate e messe a punto dalla Philips stessa. Ma anche questo produttore
sul finire dell'epoca valvolare affidò la costruzione dei tubi termoionici
alle imprese più svariate; questo implica di nuovo che dobbiamo porre
sempre attenzione al periodo di costruzione.
Altri marchi europei, meno presenti comunque sul mercato europeo, si comportarono
allo stesso modo; addirittura la Siemens continuava (e forse continua tuttora)
ad avere in catalogo alcuni dei tipi di più corrente impiego come
la ECC82/3, EL34 ecc, che erano sino a pochi anni or sono fabbricate nella
ex Germania dell'Est, di buona qualità ma mai come le originali.
Da notare che le stesse sono state per molto tempo commercializzate con
il marchio National (Richardson). Nel caso delle valvole Siemens è
estremamente facile riconoscere il periodo di produzione semplicemente dal
colore della scatola: le più vecchie hanno scatole di colore giallo
e blu, quelle della seconda generazione hanno scatole di un giallo più
pallido e blu ed infine la scatola attualmente in uso è diventata
arancione e blu.
Nel caso della Telefunken pare invece che una volta cessata la produzione
diretta di tubi termoionici questa ditta smise di commercializzare del tutto
le valvole e si disfece sia delle catene di montaggio che delle valvole,
tanto è vero che in Italia, e precisamente a Firenze (alla GEB),
arrivarono migliaia di EL34 Telefunken. Ah, dimenticavo di dire: non cercatele,
sono terminate da anni! E comunque non sono le mitiche valvole Mullard o
Philips, e non sono niente più che valvole fatte costruire nella
Germania Est negli anni del comunismo (ovvero del tipo slim incapaci di
funzionare a tensioni elevate come le originali e dunque di scarso valore).
Abbiamo sinora parlato delle valvole circolate in Italia e destinate al
settore consumer. Non dobbiamo però dimenticarci del mercato del
surplus in cui sono finiti da sempre i prodotti, elettronici e non, dei
quali l'esercito si disfaceva o che le basi NATO italiane mettevano all'asta.
Per quanto riguarda le valvole, in generale si tratta in piccola parte di
produzione italiana (Fivre, Sicte), oppure di provenienza americana .
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Un occhio magico di produzione militare. Si tratta del tipo 6AF6G che ha la particolarità di essere costituito in realtà da due occhi magici indipendenti ovvero stereo. |
Per quanto riguarda la produzione Fivre, essa fu di notevole interesse
a partire dal periodo pre fascista sino agli anni '70. Questa industria
permise all'Italia di essere indipendente per quanto concerneva la produzione
di valvole nel periodo in cui la nostra nazione subiva le sanzioni economiche
dei paesi alleati. I due stabilimenti, di Firenze e Pavia produssero spesso
tubi elettronici di elevato livello qualitativo. Purtroppo questo costruttore,
nel tentativo di rimanere concorrenziale rispetto agli altri produttori,
nel dopoguerra pian piano scese di qualità, soprattutto allorché
mise in produzione cinescopi tv bianco e nero.
Occorre dire anche che molto spesso i costruttori preferirono rimarcare
valvole di altri produttori invece di costruirne di nuove poiche` sovente
le quantità in gioco erano molto basse e tali da non costituire interesse
per una eventuale produzione: anche la Fivre utilizzò questa pratica
commerciale e non è infrequente reperire 6L6GC o altri tubi marcati
Fivre ma prodotti negli Stati Uniti. Per quanto concerne il settore audio,
alcuni anni or sono le valvole Fivre venivano prese a calci, ma attualmente
pare che ricevano molti consensi dagli audiofili: verità o moda?
Provate infatti a parlare di valvole Kenrad, marchio americano di qualità;
Carneade pardon, Kenrad, chi era costui? Beata ignoranza sempre più
imperante. A proposito, ma chi era Carneade?
Nel settore surplus le valvole maggiormente diffuse sono quelle americane;
fra queste un marchio che sicuramente ha sempre prodotto valvole di eccezionale
livello qualitativo è Tung Sol, o Chataam, che poi è sempre
Tung Sol. Altri marchi che, a differenza di Tung Sol, sono più facilmente
reperibili nel settore surplus sono: G.E. Sylvania, C.B.S., Ken-Rad, ecc.
Purtroppo da questo settore possono uscire solo alcuni tipi di valvole e,
soprattutto, le finali audio classiche EL34, KT88 ecc. sono pressoché
assenti, anche perché le apparecchiature militari erano ovviamente
pensate per fare la guerra, non certo per ascoltare buona musica. Generalizzando
possiamo affermare che le valvole reperibili sono comunque tutte di livello
qualitativo elevato poiché appositamente commissionate e con uno
standard qualitativo militare da rispettare .
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Una valvola prodotta in migliaia di esemplari dalle ditte americane per le apparecchiature militari. Si tratta della 807, una valvola di trasmissione meravigliosa se impiegata nelle circuitazioni audio. |
Un filone interessante, in parte ancora da esplorare, è costituito
dalle valvole telefoniche; anche questi tubi venivano commissionati appositamente
per applicazioni professionali e dunque il livello qualitativo doveva essere
alto. Queste valvole sono presenti ancora sul mercato in buona quantità
e provengono chiaramente dallo svuotamento dei magazzini delle centrali
telefoniche. Fra i tubi nati per applicazioni telefoniche e che presentano
caratteristiche e motivo di interesse audio sono da citare le PT8/TS8, le
PT9/TS9 fra i triodi di segnale a riscaldamento indiretto, e le PT49/TS49
e 311 fra i pentodi;
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Fotografia di un triodo si segnale a riscaldamento diretto tipo PT8 prodotto dalla Philips e di impiego telefonico come la WE 300B. Si possono costruire meravigliosi preamplificatori di linea dalle caratteristiche musicali eccezionali. |
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Fotografia del pentodo telefonico PT49 dalle eccezionali caratteristiche e con una vita media dichiarata di 10.000 ore. |
questi ultimi si prestano meravigliosamente al pilotaggio dei triodi
finali a riscaldamento diretto come 300B, 211, 2A3, AD1, nonché di
altri, quali la 6C33. A differenza dei classici pentodi piloti, quali la
310A, la 6SJ7, la EF184, ecc, questi pentodi riescono a pilotare appieno
il triodo finale in quanto hanno caratteristiche intermedie fra pentodi
di segnale e pentodi finali.
Criteri di scelta delle valvole.
Fra le domande che più spesso gli appassionati di elettroniche valvolari
mi pongono, una riguarda la marca delle valvole da utilizzare: domanda vaga,
alla quale non si può dare una risposta che non apra una infinita
discussione.
Dando per scontato il concetto che la sostituzione di una valvola con un'altra
di marchio o di lotto differenti produca una qualità sonora diversa,
ritengo che sia praticamente impossibile consigliare un tipo od un altro
perché ciò che suona bene per alcuni può non suonare
affatto bene per altri. Come abbiamo poi già visto, la marca non
dice tutto: bisogna considerare il periodo di costruzione, la circuitazione
nella quale la valvola si trova a lavorare, e via dicendo. A complicare
la scelta delle valvole ci sono inoltre anche altre motivazioni pratiche.
Nel 1993 sul mercato comparve un piccolo stock di valvole Mullard, che non
recavano ad onor del vero l'indicazione "made in England". Ebbene,
con molta probabilità queste valvole erano le rimanenze di quelle
costruite dalla Tesla cecoslovacca o da altre ditte polacche per la Mullard
inglese nell'ultimo periodo dei tubi elettronici. La loro qualità,
in genere, era buona, ad un attento esame visivo si poteva notare una differenza
dovuta ai diversi materiali impiegati nella costruzione. Alcuni "salumai"
esperti sentenziarono che si trattava di valvole false, ovvero rimarcate
con timbri falsi, ma ritengo che ciò non corrispondesse a verità,
ed è chiaro come ciò non corrisponde a verità mettendo
in evidenza l'inesperienza del venditore.
Spero così di aver chiarito quanto sia difficile adottare criteri
di scelta semplici e come sia altrettanto difficile esprimere giudizi assoluti.
Non esistono certezze assolute, esiste solamente un assoluto bisogno di
certezze: una valvola che risulti microfonica in un circuito, può
non esserlo in un altro. Infatti sono diversi i parametri di cui tener conto
come il punto di lavoro ecc.: in alcuni circuiti un tubo viene spremuto
al massimo per far sì che il numero delle valvole sia minimo (il
caso di alcuni pre americani), ma le condizioni di lavoro così diventano
estremamente critiche. La cosa migliore che il "consumatore inesperto"
possa fare è di affidarsi a degli specialisti seri e competenti che
abbiano la preparazione necessaria per capire le specifiche tecniche dei
prodotti da loro venduti. Vendere componentistica specializzata non è
come vendere panini imbottiti, occorre conoscere bene ciò che si
vende altrimenti è di gran lunga preferibile aprire una paninoteca
appunto (oltretutto di questi tempi dovrebbe essere molto più remunerativo).
Purtroppo molti commercianti affermano di avere la competenza e la preparazione
per vendere componentistica elettronica, ma ahimè, spesso non è
così e molti morti rimangono sul campo di battaglia (vedi valvole
che scoppiano dopo pochissimo tempo).
Capita anche di notare sbigottiti che la sigla stampata sulla valvola, volenti
o nolenti, non corrisponde alla valvola in questione. Un esempio è
la 45 venduta da un noto distributore di valvole americano, che altro non
è che una 2A3 truccata (quando mai è esistita una 45 biplacca?);
oppure ci sono 76 che non sono altro che delle valvole 37 rimarcate, e l'elenco
potrebbe continuare.
Un buon commerciante rende prontamente al distributore questa valvola, altri
non se ne preoccupano minimamente e perciò seminano problemi che
non fanno altro che allontanare l'appassionato dal mondo delle valvole.
Dobbiamo dire che negli ultimi anni i magazzini contenenti valvole NOS sono
stati letteralmente svuotati, data la notevole richiesta di tubi di qualità.
Attualmente sul mercato, a parte delle piccole rimanenze N.O.S. destinate
a salire di prezzo, sono disponibili principalmente valvole costruite negli
Stati Uniti, in Russia e in Cina . Negli Stati Uniti vengono prodotte valvole
destinate principalmente al settore delle telecomunicazioni (vedi Eimac).
Per quanto concerne il settore audio vengono attualmente prodotti pochissimi
tipi di valvole fra le quali: KT88, 300B, 6550A. Le prime due sono prodotte
dalla Cetron, la 6550A è invece prodotta, come già detto,
dalla MPD su licenza G.E. La qualità di queste valvole è a
detta del costruttore molto elevata. Nel caso della KT88 la qualità
dichiarata dal costruttore è praticamente quella delle famosissime
Gold Lion, mentre per la 300B, essa è la sorella gemella della WE,
così come la 6550A è di ottima qualità.
Il prezzo delle KT88 e delle 300B è molto elevato, così che
molti appassionati, pur possedendo apparecchi da 60 milioni, non ritengono
giusto spenderne pochi in più per il set di valvole finali. Posizione
molto particolare, ma piuttosto diffusa almeno da noi in Italia: sarà
la crisi, sarà quello che sarà, ma l'appassionato si mette
in testa un ipotetico prezzo (in genere un quarto o un quinto di quello
reale) e non è affatto disposto a impiegare valvole di qualità
e quindi più care dello standard da lui prefissato, che gli garantirebbero
un buon ascolto per molti anni. A proposito dei tubi costruiti attualmente
dobbiamo dire che riesce molto difficile giudicare a priori se il rapporto
prestazioni prezzo è buono oppure no. La cosa che ritengo sia la
migliore è quella di chiedere al costruttore un dato che in passato
era ritenuto fondamentale, ovvero la vita media del tubo stesso. Il costruttore
in genere fornisce solo il periodo di garanzia e molte volte neppure quello.
Se vi venisse in mente di acquistare una 300B Cetron sappiate che il costruttore
la garantisce per 1.000 ore oppure per la durata di una anno, ma, udite
udite, dal momento di vendita al negoziante e non all'utente. Ad un carissimo
amico è capitato di ritrovarsi esaurite le sue 300B Cetron dopo meno
di 1.000 ore e alle ripetute richieste di durata media la Richardson Italia
e, soprattutto, la casa madre americana, hanno sempre glissato; il lettore
tragga le dovute conclusioni. Speriamo che invece la 300B AT&T, che
ha acquisito recentemente il diritto a fabbricare la 300B Western Electric,
fornisca dei tubi di maggior livello qualitativo: le prime valvole arrivate
in Italia sono andate in fumo dopo brevissimo tempo, pare invece che le
ultime promettano bene. A proposito delle valvole 300B AT&T, è
notizia curiosa che parte delle apparecchiature allestite per la loro produzione
provenga dall'Italia ed esattamente da Torino. Riguardo le valvole andate
in fumo pare che la questione sia stata ampiamente contestata dal produttore
al diretto interessato e la causa sia stata imputata ad una cattiva polarizzazione
della valvola stessa. Riteniamo certo che un investimento così importante
da parte di una ditta del calibro della AT&T non possa portare altro
che alla produzione di un tubo di elevatissima qualità.
Notizia dell'ultima ora: le riviste americane di alta fedeltà pubblicizzano
la WE300B AT&T assicurando una vita di 40.000 ore. Naturalmente se correttamente
impiegate.
Se ciò fosse vero il costo di questo tubo sarebbe in verità
molto basso.
A parte pochissimi tubi prodotti negli Stati Uniti, tutti gli altri sono
di produzione cinese, o in piccola parte, sovietica. Le fabbriche cinesi,
sotto controllo statale, sono in grado, dato il basso livello economico
del paese, di mettere in ginocchio qualsiasi tipo di concorrenza sul piano
dei semplici e puri prezzi di produzione. In Cina vengono prodotti oramai
innumerevoli tipi di valvole ed ogni giorno, se esistono le condizioni favorevoli,
ne entra in produzione un tipo nuovo. Poiché il fabbricante non fornisce
nessun dato su quanto prodotto, è veramente difficile esprimere un
giudizio sulla qualità. Oltretutto ricordiamoci che le caratteristiche
qualitative variano da produzione a produzione, e ciò che è
vero oggi può non esserlo più fra una settimana con l'arrivo
del nuovo lotto. Allorché si acquista una valvola cinese anonima
ci si domandi: di che lotto è? Ha già passato una selezione?
ecc. Ciò che toglie ogni dubbio, come saggiamente afferma un noto
importatore fiorentino di valvole cinesi, è il prezzo.
Per quanto concerne le valvole di produzione russa dobbiamo subito dire
che in questo paese, come del resto nei paesi dell'Est, la produzione dei
tubi elettronici non si era mai arrestata. Oltretutto la Russia è
un paese nel quale esiste abbondanza di materie prime, dunque non c'è
da stupirsi se in generale il livello qualitativo è piuttosto buono,
almeno per quanto concerne la costruzione meccanica ed il funzionamento
elettrico (altra questione è la loro "musicalità").
Dunque, e soprattutto per quanto riguarda la produzione militare (ovvero
professionale), la qualità è elevata. Le valvole russe sono
diventate famose nel mondo grazie a quella operazione commerciale che si
chiama Sovteck. Questo marchio, regolarmente registrato, è di proprietà
di una ditta americana ed ha permesso la regolare distribuzione di questo
particolare tipo di prodotto da un paese dal quale è sempre stata
difficile l'importazione. Alcuni tipi di valvole commercializzate dalla
Sovteck sono diventati oramai famosi in tutto il mondo: basti pensare alla
6922 che ha trovato subito impiego in molti preamplificatori americani.
Anche nel caso delle valvole russe il prezzo ne ha comunque determinato
il successo: da un punto di vista sonico per le valvole corrispondenti europee
sembrano offrire, a giudizio di molti, un musicalità maggiore.
Altre valvole di produzione russa che sono divenute di largo impiego sono:
la 5881 (ovvero la 6L6GC di tipo professionale), la 12AX7W, la 5U4G ecc.
Una valvola, invece, completamente nuova al di fuori della Russia è
la 6C33C , ovvero un doppio triodo di potenza a bassa resistenza interna:
si tratta praticamente di un equivalente russo della 6336A americana. Questa
valvola, nata per essere utilizzata nei circuiti di alimentazione delle
apparecchiature militari, è stata lanciata commercialmente dalla
Sovteck come miglior triodo audio; in realtà la sua utilizzazione
ottimale rimane confinata negli OTL (vedi l'italianissimo Graaf ecc.), anche
se, impiegata in singolo stadio, può offrire una potenza di uscita
ed una qualità sufficientemente elevata (vedi la rivista Audion n.
9).
In generale comunque le valvole russe, e dunque le Sovteck, sono di livello
qualitativo abbastanza elevato, anche se le prestazioni musicali vanno valutate
molto attentamente. Una della valvole russe che aveva suscitato molto interesse
è stata la 6550WA che, dopo una iniziale facile reperibilità,
è scomparsa dai listini Sovteck: si trattava evidentemente di un
fondo di magazzino rapidamente esaurito a cui non è seguita una rimessa
in produzione, probabilmente perché le previsioni di vendita non
erano rosee dato che in commercio era già presente il tipo americano
G.E. La Sovteck fa produrre in Russia le 6L6GC, le EL34, la 300B, la ECC83
ed altre. Notizia dell'ultima ora: la Sovteck ha annunciato la disponibilità
della valvola 6550WD. Si tratta, a detta del costruttore, di una versione
con caratteristiche molto migliori rispetto al tipo normale. Ultimissime
notizie: la Sovteck ha messo in produzione un modello di KT88 tipo la vecchia
RCA, con caratteristiche dichiarate migliori di quelle attualmente in circolazione.
Si tratta senza dubbio di una guerra senza esclusioni di colpi. Oltre alla
Sovteck, un altro distributore, sempre americano, commercializza valvole
russe: si tratta della Svetlana. Questi ha messo in produzione la 6550,
la 300B ed inoltre una specie di 811 e di 572 modificate (anodo non in testa,
ma sullo zoccolo).
A questo punto abbiamo praticamente esaurito il nostro panorama sui costruttori
di valvole, anche se a dire il vero esistono altri piccoli costruttori,
quali il cecoslovacco VAIC che è riuscito a costruire valvole tipo
300B (VV30) ed altre simili che, almeno sulla carta, offrono delle prestazioni
qualitative estremamente buone. L'unica nota dolente è data dal fatto
che non è possibile capire se in futuro sarà possibile contare
sull'approvigionamento di queste valvole, ovvero se la produzione proseguirà
nel tempo. Numerosi tentativi di entrare in contatto con il costruttore,
che tra l'altro abbiamo conosciuto personalmente, sono miseramente falliti;
nessuna risposta ai ripetuti fax e messaggi telefonici. Improvvisamente
dopo tre anni di tentativi, ci ha contattati lui: beh mi sembra decisamente
un tempo eccessivo lungo per una risposta.
Unico dato certo è che una ditta giapponese ha acquistato a suo tempo
un lotto di queste valvole ed è una delle pochissime a poterne disporre.
Un'altro costruttore che ha ripreso l'attività è la Tesla
che si limita comunque a produrre i tipi EL34, E34L, KT88 e ECC83.
Ricordiamo inoltre la EI, ditta costruttrice jugoslava che aveva interrotto
la produzione durante la guerra e che pare avere notevole esperienza per
produrre innumerevoli tipi di valvole.
Un'altra possibilità di acquisto di valvole per uso audio è
data dalle ditte, in genere inglesi o americane, che offrono valvole normalmente
di produzione cinese, ma selezionate. Queste affermano che attraverso selezioni
più o meno accurate possono fornire valvole di qualità molto
elevata. Naturalmente è molto difficile capire quanto effettivo serio
lavoro ci sia dietro queste selezioni. Alcune di queste ditte affermano
addirittura che le valvole sono costruite sotto loro specifica e controllate
dai loro tecnici, oppure appositamente per loro.
Una delle ditte selezionatrici più famose è la Gold Aero.
Questa ditta americana seleziona e commercializza valvole per uso audio
da molti anni; in Italia esisteva, a Cesena, un distributore Gold Aero che
dopo poco tempo ha desistito, probabilmente dato il costo elevato di questi
tubi. Attualmente, dunque non esiste altra possibilità che acquistarle
direttamente negli Stati Uniti. Tutti i tubi venduti dalla Goldc Aero hanno
la garanzia di quattro mesi. La maggior parte delle loro valvole sono di
produzione cinese, oppure N.O.S., e passano attraverso tre stadi di selezione.
Le valvole vengono testate inizialmente per rumore, microfonicità
e guadagno. A questo punto diventano Premium Gold o Platinum. Successivamente
viene controllata la transconduttanza (Gm), la corrente di placca (Ib) e
la corrente di griglia (Ic1) ecc. Tutti i tubi che non superano questi test,
o che non sono accoppiati internamente, vengono tolti o messi da parte.
Dove vanno? Non è dato sapere: meditate gente, meditate. I tubi destinati
alla serie Platinum (la più costosa) vengono selezionati mediamente
in risposta a segnali impulsivi, risposta in frequenza e, come ritardi,
mediante una analisi computerizzata denominata Fast Fourier. I risultati
di questi controlli vengono acclusi assieme ai tubi.
In pratica, una valvola Platinum è la migliore fra migliaia selezionate.
La Gold Aero afferma questo in base a misure accurate e test di ascolto:
una valvola così selezionata, essi affermano, è capace di
suonare meglio di altre non selezionate. Inoltre questa selezione, sempre
a detta loro, porterebbe un miglioramento nella messa a fuoco e una maggior
profondità dell'immagine audio, rendendo l'ascolto insensibile ai
difetti di rimbalzi e ai transitori alle basse frequenze.
Tubi così selezionati presentano un livello di rumore molto più
basso, maggior dettaglio spaziale, nonché dettaglio musicale più
sottile. Le valvole della serie Platinum sono tutte di segnale: ECC81-2-3-8
o 6CG7, E188CC, ed il loro costo è di soli 80 dollari circa. Sempre
per fornire una indicazione al lettore, diremo che le stesse valvole, ma
della serie Premium, costano un quarto.
Un'altra ditta selezionatrice famosa è la RAM, sempre americana,
che offre valvole di segnale e di potenza di due diversi tipi. Le prime,
in genere cinesi, sono offerte come SLN (super low noise ovvero a bassissimo
rumore) o LN (low noise, basso rumore) oppure SG (standard grade). Le SLN
sono ovviamente adatte per lo stadio fono, le LN sono di livello superiore
alle valvole normalmente reperibili e le SG sono economiche, ma comunque
selezionate per il basso rumore. Normalmente tutti i doppi triodi sono accoppiati
e selezionati, onde ottenere tubi con caratteristiche molto simili fra loro.
I tubi di pilotaggio vengono testati per corrente di riposo e per guadagno,
ed in diversi punti di lavoro. Come sappiamo, infatti, per il funzionamento
ottimale di uno stadio push pull sono richiesti degli accoppiamenti stretti
fra le valvole stesse. Ogni valvola viene garantita per 90 giorni. Per quanto
concerne i tubi finali, la RAM adotta dei sistemi di testaggio di griglia
schermo (300, 350, 400 e 450 V). I parametri presi in considerazione sono:
il negativo di griglia (bias) richiesto per avere 50 m.A di corrente ad
una data tensione di griglia schermo, conduttanza mutua con una corrente
di 50 m.A, corrente di griglia in microampere, corrente di schermo, corrente
di picco sotto un test impulsivo. L'accoppiamento dei tubi è assicurato
entro il 5% di accuratezza di bias e al 10% di conduttanza mutua. Tutto
ciò assicura bassa distorsione ed un funzionamento ottimale.
Un'altra ditta americana che offre una vasta gamma di tubi selezionati per
uso audio è la Ruby: le valvole di potenza sono testate per conduttanza
mutua e bias, senza però seguire tutti i test selettivi della RAM
o della Gold Aero. Dobbiamo comunque dire che questa ditta offre già
una buona selezione a prezzi molto bassi.
Vogliamo poi aggiungere che, a richiesta, anche ditte quali la Sovteck forniscono
valvole selezionate.
Fra le ditte inglesi che offrono valvole selezionate, la Golden Dragon non
fornisce molte specifiche riguardo i procedimenti usati e si limita solo
a dire che le valvole sono tutte selezionate per le migliori prestazioni
audio. Le valvole Golden Dragon sono commercializzate dalla PM, una ditta
inglese molto ben conosciuta a livello internazionale, che si avvale di
tecnici molto ben preparati e che le consentono di commercializzare valvole
per uso audio che non hanno niente da invidiare ai tipi NOS, che a volte,
addirittura, sono migliori giacché espressamente progettate per uso
audio.
Praticamente il catalogo Golden Dragon copre tutte le esigenze audio a prezzi
molto competitivi. Fra le valvole di segnale disponibili esiste una serie
speciale, ovvero E81/2/3/8CC, EF86, a bassa microfonicità e basso
rumore, dalle caratteristiche veramente notevoli. Per quanto riguarda le
finali vogliamo ricordare le 300B che sono disponibili in tre versioni:
normale, grafitata 4300B e al titanio, ovvero un vero e proprio gioiello.
Esistono inoltre delle versioni di KT66 e KT88 che sono la vera replica
fedele delle versioni GEC, ovvero un mito, e oltre ad essere una replica
ben fatta anche hanno un prezzo abbordabile, molto contenuto. Insomma, una
ditta seria che grazie ai notevoli e continui investimenti ci permette di
usufruire di una qualità elevata. Oltre alla qualità, la Golden
Dragon offre il vantaggio di essere presente in tutto il mondo (anche in
Italia naturalmente) con dei distributori ed un listino "vero",
non fittizio.
Molti appassionati non ritengono che la qualità dei tubi alla quale
si può arrivare con queste selezioni sia tale da giustificare il
prezzo molto più elevato. Dobbiamo dire che è difficile rispondere
a questo interrogativi, possiamo solamente pensare che allo stato attuale
delle cose questa è l'unica possibilità che abbiamo per reperire
valvole di qualità. Ci troviamo davanti al solito problema, ovvero
possibile qualità a basso costo (concetto utopico). Se pensiamo alle
vecchie e care KT88 Gold Lion ci si può subito rendere conto che
la qualità che quelle erano in grado di offrire non si può
ottenere a basso costo. A proposito della KT88 Gold Lion molti non sanno
che il test di rodaggio della valvola ammontava a mille ore, un tempo che
per molti tubi fabbricati ora costituisce già il massimo della vita
della valvola. E, credetemi, le KT88 Gold Lion duravano anni ed anni. Ecco
che, se ci proviamo a rifare una valvola con questi standard (vedi Cetron)
il prezzo per forza di cose arriva alle stelle, almeno dieci volte quello
di una cinese.
Conclusioni
Speriamo con questo articolo di aver contribuito a chiarire i dubbi che
molti appassionati esprimono. Purtroppo occorre che ognuno comprenda che
le elettroniche valvolari sono molto più costose di quelle analoghe
a semiconduttori, che le valvole hanno una vita estremamente breve rispetto
allo stato solido e che, soprattutto, la loro costruzione rimane sempre
molto artigianale ed impegnativa. Per il consumatore diciamo che, come sempre,
bisogna essere esperti e cercare, attraverso la conoscenza che annulla l'ignoranza,
di poter effettuare delle scelte giuste; per fare ciò occorre documentarsi
o affidarsi ad operatori seri, sempre che riusciate a trovarli. Bisogna
comunque tenere presente che la scelta della valvola giusta rimane sempre
difficile ed occorre stare molto attenti al condizionamento pubblicitario
che può far sì che un prodotto di bassa qualità si
trasformi, a suon di milioni, in un mito.
Come già detto si consiglia al lettore di indirizzarsi all'acquisto
di tubi costosi, di esigere sempre alcuni dati essenziali: periodo e clausole
di garanzia, vita presunta del tubo.
Coloro che desiderino ottenere altre informazioni, indirizzi oppure data
sheet completi ecc., o desiderino porre quesiti possono scrivere presso
la redazione della rivista stessa oppure contattarmi personalmente.