Pieraccioni è ormai un mito dei giorni nostri. Chi cerchi dei
contenuti nei suoi film potrà cercare a lungo e sicuramente non troverà
praticamente niente: perché Pieraccioni è in fondo soltanto
uno dei tanti ragazzotti nei quali ci imbattiamo quotidianamente, che potrebbe
abitare ovunque e che non manda e non vuol mandare alcun messaggio. Bisogna
essere coscienti che i tempi sono cambiati e che pochissime persone sono
interessate ai film di Pasolini e frequentano i cinema dessai; in
realtà la gente cerca solo il niente, il vuoto
riempito come evasione da una vita scialba, già di per sé
piena solo di eventi inconsistenti, al massimo stressanti.
Dopo un 68 che ci ha portato a distruggere un modello di società
vecchia, che comunque funzionava, siamo ormai giunti ad un 98 pieno
di niente. Di conseguenza anche il cinema ne risente: niente
più film impegnati (o semplicemente, sempre meno film impegnati),
la gente vuole solo contenitori pieni di niente. Ecco che arriva
un Pieraccioni (ma come lui ce ne sono altri ancora), uno dei tanti bischeri
fiorentini che è appunto dotato di humor fiorentino, peraltro ben
diffuso e scontato (almeno per chi a Firenze ci vive...), e che con un paio
di bischerate realizza incassi miliardari, supportato da uno
sponsor che produce pellicole di basso livello qualitativo (leggi
scene, colore, e soprattutto audio pessimi), che di conseguenza costano
il giusto.
Ma cosa centra tutto questo con lalta fedeltà? Centra,
centra, eccome. A volte mi prende lo sconforto più totale;
la crisi imperversa ed i fallimenti delle case editrici specializzate non
si contano. Nonostante i tanti sforzi fatti da parte della nostra rivista,
gli appassionati non si appassionano più, anzi, sono alla ricerca
esclusiva della pura convenienza in termini monetari. Ovvero, pochi (forse
nessuno?) credono alla autocostruzione come artigianato di livello, bensì
si fanno abbindolare dallacchiappacitrulli, dal discount
dellhi-fi o dalla firma (la moda insegna). Chi scrive è figlio
di un sarto che per oltre trentanni ha vestito la Firenze bene. A
quei tempi si cercava la qualità, non la firma; oggi si cerca o il
prezzo o la firma. Ma avete mai osservato attentamente come gli abiti firmati
di pret a porter siano spesso mal realizzati? Orli che sbiecano, imbottiture
che tirano, grinze in ogni dove... Eppure i prezzi ci sono in tutta la loro
magnitudine!
Esiste un vero e proprio parallelo tra hi-fi di firma e moda di firma. Anche
nellhi-fi, come nella moda, si investono centinaia di milioni in un
marchio presentando amplificatori il cui costo è paragonabile a quello
di un monolocale a Venezia (ma anche a Firenze, toh) e quindi sono riservati
ad una ristretta cerchia di fruitori (nella moda tali ampificatori hanno
per corrispondenti i modelli di alta moda, dai prezzi per noi comuni mortali
irraggiungibili), per poi vendere al popolo oggetti di scarso
valore ma con quella firma indiscutibile (praticamente lequivalente
del pret a portè). Nel frattempo lapparecchio artigianale,
di gran lunga più economico, vale così tanto di più!
Dunque le conseguenze sono letali per lautocostruzione che viene intesa
esclusivamente o come professione integrativa (Joe Roberts di Sound Practices
promette guadagni oscillanti tra i 5 e i 10 milioni annui per gli abbonati
alla sua rivista), oppure un sistema per realizzare elettroniche valvolari
risparmiando rispetto ai costi commerciali. Questa è la politica
portata avanti da una nota rivista italiana che da anni presenta progetti
completi di kit dal costo estremamente competitivo, fra i quali anche alcuni
finali ed un pre valvolari. Molti sono coloro che hanno attaccato questa
rivista, ma proprio questi dovrebbero ammettere che probabilmente è
quello ciò che lappassionato vuole: elettroniche a basso costo,
tipo prezzo da Discount. E o non è, la nostra, la civiltà
del sembrare e dellapparire (come dice Luciano De Crescenzo), andando
ben al di là del nostro concetto dellavere e dellessere?
Il primo concetto, quello del sembrare, è di gran lunga ormai superato:
ed è per questo che trovano ampio spazio film vuoti,
automobili vuote, ampli vuoti, ecc.... Mi spiego
meglio: nessuno si guarda più allo specchio per osservare e giudicare
se la giacca è lunga o se i pantaloni sono più adatti a pescar
ranocchi che a ben figurare, limportante è sembrare uguale
agli altri.
Dunque, avanti con le elettroniche discount, non è importante
avere un buon finale 300B, ben suonante, che mi permetta di distinguere
un clarino da un fischio: limportante è riuscire a sentire
un qualche rumore, comunque riprodotto, e continuare a sembrare allaltezza
della situazione, ad apparire come gli altri.
La lezione è stata così ben compresa dallaltra unica
rivista specializzata di autocostruzione hi-fi valvolare (la nostra unica
diretta rivale), che alla fine, forse vergognandosi, hanno presentato alcuni
progetti che se fossero stati presentati dalla nota rivista bolognese, di
cui sopra, avrebbero costituito motivo di duro e feroce attacco da parte
delle nostra unica diretta rivale, appunto (vi assicuro che, avendone ascoltati
alcuni, ...).
Conclusione (era lora...): lignoranza sta dilagando, non cè
più curiosità e quando non esiste curiosità non può
esistere intelligenza. Infatti lintelligenza nasce dalla curiosità
insita nella voglia di divertirsi, che è voglia di essere felice,
e che naturalmente è tipica del gioco. Ergo, fino a che saremo capaci
di giocare svilupperemo sempre più la nostra intelligenza, che altrimenti
sarà sacrificata e ci annoieremo nella più totale ignoranza.
Speriamo che lappassionato continui ad essere curioso, ad avere voglia
di divertirsi, a giocare con le sue curiosità che mantengono viva
la sua intelligenza, e non consideri più questo hobby come un mero
sistema per risparmiare o per guadagnare ( a tale proposito ricordiamo che
le realizzazioni dei progetti pubblicati sulla nostra rivista è autorizzata
esclusivamente per scopi personali e non di lucro,...), e speriamo inoltre
si renda conto che un mondo in cui imperversi solo la quantità
a scapito della qualità è destinato allabbrutimento
più totale. Ricordiamoci tutti che lindustrializzazione ha
ucciso lartigianato, anche se ha continuato a volerlo malamente, ahimè,
imitare!
Concludiamo con una famosissima citazione che andrebbe sempre tenuta presente.
E DIFFICILE TROVARE AL MONDO QUALCOSA CHE UN
UOMO NON POSSA FABBRICARE LEGGERMENTE PEGGIO E VENDERE A PIU BUON
MERCATO. DIVENGONO PREDA LEGITTIMA DI QUEST?UOMO COLORO CHE CONSIDERANO
SOLO IL PREZZO.