Recensione pubblicata da “Hi Fi News” del Giugno 2000 e scritta da Ken Kesller relativa alla rivista Audion
ed ai libri “The Best of Audion” e “La progettazione dei diffusori acustici”.

La mia passione per tutto ciò che è italiano mi ha portato a fare la conoscenza di un certo Luciano Macrì. L’ho incontrato al TOP AUDIO di Milano (nel settembre 1999, n.d.r.); nel suo stand faceva bella mostra qualcosa di deliziosamente attraente: una coppia di QUAD (allora Acustical) “Corner Ribbons”: dico, siamo nel 1999, semplicemente da “sbavarci” sopra. Luciano pubblica una rivista, AUDION, che è senzaltro la più bella ed elegante che sia diffusa al di qua dell’Atlantico, escludendo quindi Sound Practice (che per altro non viene più pubblicata, n.d.r.), a meno che i Giapponesi non ne abbiano una “formato ammazzatutti”…

AUDION, che ha raggiunto il n. 19, tratta tutto ciò che esiste di turbo-valvolare e tromboidale, ma richiede una conoscenza della lingua italiana che vada oltre il saper ordinare una pizza o dire “Ciao!”, come certi “prats” di Islington che votano laburista (o come giovani “prats” conservatori di East Grinstead!).

Allo stesso tempo il mio italiano non sarà mai ad un livello tale da permettermi di decifrare frasi come: “…questa esigenza comporta una restrizione della lunghezza della tromba …”. E quando si parla di cose come altoparlanti Lowther originali, ricondizionati, o valvole d’epoca o alte tensioni, è meglio non tirare ad indovinare. Ho quindi unicamente passato una serata a guardarli tutti e 19 (i numeri di AUDION, n.d.r.) con l’acquolina in bocca. E Macrì, con l’aver pubblicato in inglese “The best of Audion”, mi ha veramente deliziato. Non solo, ha addirittura pubblicato una edizione bi-lingue de “La Progettazione dei Diffusori a Tromba”, e sono sicuro che tutti voi seguaci del low-power 300B sarete presto all’opera con il saldatore e attrezzi vari.

Il primo è un volume di 112 pagine - basato su trattati e articoli vari di un certo J. Dinsdale, ben noto ai lettori di “Wireless World” e leggenda tra gli afecionados del diffusore a tromba – con il testo italiano a sinistra e quello inglese a destra; risulta quindi una grande opportunità per far pratica e migliorare la vostra conoscenza della lingua italiana in questo campo. Nelle sue pagine possiamo trovare storia, teoria, circuiti, diagrammi, deliziose fotografie, disegni schematici, tali da far correre tutti voi, Lowtheristi convinti, al primo centro “fai da te”. Non so quale sia il prezzo di questo volume in Inghilterra, ma con il cambio così favorevole per noi Inglesi penso proprio che varrà la pena acquistarlo per il piacere di leggerselo, anche se poi penso che un diffusore a tromba così non ce lo costruiremo mai. Il libro verrà comunque offerto nel nostro “Accessories Club”, in esclusiva, prossimamente.

Se poi siete degli entusiasti del “fai da te”, sappiate che in questo volume potrete trovare gli schemi dettagliati con tutte le misure e la lista dei materiali necessari per le realizzazioni, a scelta tra una dozzina di sistemi a tromba tra i quali il Fidelio, il mastodontico Mauhorn IV, l’Acousta 115 e 124, il Classic 400, il leggendario Bicor, e molti altri. Ma la “crema” di questo libro è dedicata ai più esperti: si tratta delle schede parametriche che consentono di ottimizzare il progetto per un qualsiasi tipo di driver e farci tuffare nella carpenteria più avanzata. L’arma segreta di Luciano è un programma denominato Horn1.exe, contenuto in un flop-disc allegato al volume. Questo programma è un valido MS.DOS per PC nel quale inserire i parametri dell’unità da voi prescelta. Il programma determina così informazioni del tipo: rapporto tra l’effettiva superficie radiante del cono e quella della gola della tromba per ottimizzare efficienza e sensibilità, la costante della svasatura e le dimensioni della tromba, ed altro ancora. Viene presentato sia in Italiano che in Inglese ed è semplice da usare, purché siate a conoscenza delle caratteristiche del driver. Suppongo che la cosa più sicura da fare sia, per i non troppo esperti, affidarsi ad un progetto ben noto, come il Bicor per esempio. Ma c’è ampio spazio per i più avventurosi e, considerando alcune realizzazioni di diffusori a tromba da me viste recentemente, l’unico limite è rappresentato dalla propria immaginazione, e dalle misure delle assi di multistrato o di legno reperibili sul mercato. Nessuno vuol realizzare il ReTHM?

Mentre “La Progettazione dei Diffusori a Tromba” tratta un singolo soggetto (e ripeto che è una delizia il semplice fatto di leggerlo, anche se, come me, non arrotolerete mai la vostra tromba da soli), “The best of Audion” tratta tutti gli aspetti del vintage e, sebbene abbia solamente 62 pagine (dovrebbe costare all’incirca 15 sterline), è farcito di numerosi progetti valvolari per autocostruttori, includendo anche un prontuario con le corrispondenze fra valvole europee/americane/russe più note. Mi ricorda un po’ il magnifico testo CG McProud, ristampa anni ’50, più selvaggiamente intricato.

Uno sguardo veloce vi darà un’idea del contenuto, ma la frustrazione arriverà quando vi accorgerete di essere in trappola perché per la goduria potreste decidere addirittura di andare ad imparare l’italiano. Questa versione in inglese traduce solamente alcune parti più importanti (dalle riviste AUDION, n.d.r.); ognuno dei 19 numeri di AUDION finora pubblicati contiene circa 40 pagine, così che nel complesso mancano circa 700 pagine di ulteriore lettura. Ma Macrì ha scelto degli articoli rappresentativi, tra i quali c’è un interessante ed utile studio approfondito dei componenti Dynaudio che vanno bene con il S.E.T.; una dissertazione sulle E88CC con numerose tabelle di specifiche e curve di risposta, il tutto attinto da ristampe Philips; un progetto base per autocostruire un preamplificatore DIY; le istruzioni per costruire il S.E. Loftin & White con i triodi 2A3; due progetti per amplificatori con la 300B.

Non sorprende il fatto che AUDION differisca, nella sostanza e nell’apparenza, dalle altre riviste, italiane e non. Vacuum Tube Valley – la rivista di sole-valvole più bella del pianeta – è in stile “americano finto povero”, mentre Sound Practices rimane la più deliziosamente genuina pubblicazione trombo-valvolare. AUDION è una pubblicazione dal cui aspetto traspare il contenuto e viceversa. Gli anacronistici latini non possono mascherare la loro passione neanche nel pubblicare una rivista, come AUDION che ha uno stile a metà tra quello di un catalogo d’asta di qualità e quello della pubblicazione di una società letteraria. La rivista trasuda quella sorta di antichità che pervade tutta l’Italia. Se fosse stampata in latino su pergamena non potrebbe avere maggior senso di storicità (ma dovreste vedere il libro di Macrì dedicato alle vecchie valvole per radio …)

E il contenuto? Avendo visto la collezione di valvole di Mariani della Graaf, avendo incontrato l’entourage di collezionisti, scambisti, rivenditori, restauratori italiani, ne deduco che gli Inglesi, gli Americani ed i Giapponesi sono collezionisti viscerali, ma se parliamo di passione pura hanno ancora molto da imparare. Escludendo Sound Practices, per essere precisi.