Editoriale di Audion numero 25
di Luciano Macrì
Addio autocostruzione evoluta!

Signori “passionisti di hi fi” non piangete! In fondo Voi ne avete decretato la fine, se mai un inizio c’era stato. Di cosa sto parlando? Ma di autocostruzione evoluta dell’alta fedeltà, naturalmente.
La crisi dell’alta fedeltà, in genere, è andata naturalmente di pari passo con la crisi economica.
Ricordiamo che nel 1959 concluse la sua avventura la gloriosa rivista “Alta fedeltà”, diretta dal mitico Umberto Nicolao. La rivista era nata nel 1957 e per tre anni, con cadenza mensile, aveva divulgato il “verbo” della tecnica dell’alta fedeltà con molti articoli dedicati all’autocostruzione. Per la maggior parte gli articoli erano costituiti da traduzioni tratte da riviste anglosassoni giacchè non esisteva in Italia una tradizione nell’alta fedeltà; non mancava comunque il contributo dello stesso Nicolao, così come di altri (cito a memoria Cremaschi, ecc.) Si cercava anche allora di diffondere la passione per la tecnica dell’alta fedeltà, per l’autocostruzione, ma i risultati pratici erano abbastanza miseri. Infatti in Italia le apparecchiature di qualità erano poco diffuse e la rivista stessa non riusciva a “tirare dentro” sufficiente pubblicità: a distanza di oltre 40 anni non sembra che le cose siano molto cambiate... Tutto ciò che produce cultura, conoscenza, divulgazione, o viene finanziato dallo Stato, o da un qualche Mecenate, oppure è destinato a risultare fallimentare: nessuno, o quasi, è disposto a spendere su qualcosa che non abbia, in teoria, un risvolto commerciale vantaggioso e immediato.
A dire il vero, la testata “Alta fedeltà” esiste ancora e la si trova in edicola: fu infatti acquistata da un Editore milanese che ne ha sfruttato il nome trasformandola prima in una testata alta fedeltà di tipo canonico, e successivamente in una testata audio video. Del resto, pensare che una rivista come è stata a suo tempo “Alta fedeltà” (o ai nostri giorni “Audion”) porti una ricaduta in termini di immagine e di vendite, è stupido: non dobbiamo dimenticarci che, come afferma Pino Aprile nel suo libro “Elogio dell’imbecille”, “….gli intelligenti hanno fatto il mondo, gli stupidi ci vivono alla grande…” Come avevo previsto, gli ultimi Editoriali comparsi su AUDION non hanno provocato, in pratica, alcuna reazione: se ne deduce che quanto è stato scritto era pura verità, e notoriamente la verità fa male, nessuno la vuole sentire.
All’inizio dell’avventura della rivista AUDION pensavo di poter riuscire a divulgare un messaggio culturale, ma al termine del nostro viaggio mi rendo conto che è risultato impossibile: il largo consenso che nei primi anni la rivista ha ottenuto era dovuto semplicemente al fatto che molti vi avevano trovato ciò che cercavano, certamente più in senso materiale che intellettuale...
AUDION ha generato un indotto economico veramente notevole anche agli importatori italiani più affermati, funzionando un pò come una “Agenzia di promozione per il Turismo”, pardon, per “l’Alta Fedeltà”. Ma i turisti una volta arrivati nel luogo di destinazione vanno fatti divertire, magari con una gita in più fuori porta, o con uno spettacolo teatrale, o ancora con attività sportive, ecc. Ecco, AUDION con i suoi cinque meeting, con i suoi articoli scritti con il cuore, con i suoi libri, e con tanta tanta divulgazione e passione, ha cercato di proporsi così, come “hi-fi operator”... Ma chi ha capito tutto ciò, chi ci ha aiutato? Pochi, ma è per questi pochi che ne è valsa la pena… Tutti gli altri si sono accontentati, da buoni “topini” avidi, di rosicchiare qualcosa, prendendo e distruggendo. Forse è questa la differenza fra cultura e economia: qualcuno che per 10 Euro vende l’anima al diavolo…
Viva l’ignoranza: ognuno è libero di sparare le sue c…..e (cartucce?) e può pontificare scemenze a go go su ogni argomento. Mi riferisco ad Internet che infatti accoglie tutti nei suoi Forum, dove in genere vengono appoggiate tutte le scemenze possibili e immaginabili. Le cretinate e lo scadimento del livello culturale che i siti Internet sono in grado di offrire è impressionante. O forse si chiama globalizzazione: tutto uguale, dappertutto! Ovviamente non siamo contrari ad Internet, potente mezzo di comunicazione che ha rivoluzionato il mondo, e che comunque ha avuto un grosso difetto: la sua esplosione è coincisa con un decennio di crisi economica che non si vedeva dal 1929. E l’economia in ambito di crisi reagisce con evoluzioni tecnologiche, impensabili in altri momenti di stabilità, e come tutte le evoluzioni, anche queste possono essere sfruttate ed utilizzate intelligentemente o stupidamente.
Su Internet trovi tutto: si, le c….e (sempre cartucce?) più incredibili vengono pubblicate senza filtro alcuno al solo scopo di “vendere” qualcosa. Ad esempio i siti di autocostruzione abbondano, ma al contrario di una rivista seria, lì non esiste un Direttore Responsabile (anche se di fatto la legge lo prevede, tanto che AUDION-on line è registrata in Tribunale), un Direttore Tecnico, un Comitato di Redazione. Si tratta solo di “compitini”, spesso mal scritti e a cura di incompetenti senza esperienza orgogliosi di essere tali.!. Così andare su Internet è un pò come andare da medici non laureati, ovvero stregoni o, peggio ancora, maghi... A parte qualche lodevole eccezione di sito ben fatto, questa è l’attuale situazione, purtroppo…
Ma veniamo ai nostri propositi immediati e futuri. Stiamo continuando la nostra attività di Casa Editrice pubblicando libri dedicati all’alta fedeltà e il nostro catalogo conta ben 25 titoli relativi al settore audio, mentre stiamo pensando e lavorando ad altri volumi da pubblicare. Voi magari, se ancora siete interessati all’alta fedeltà, acquistatene qualcuno. Salvo un miracolo, AUDION cartaceo in abbonamento finisce qua, ma continuerà on line adeguandosi alle ristrettezze economiche e mentali che l’uomo esprime attualmente, e cercando di tenere economicamente in piedi questa nostra piccola attività.
Ciò che invece in questi ultimi anni è stato portato avanti con rinnovata energia, facendo tesoro della notevole esperienza accumulata, è la realizzazione di prodotti finiti (non fornibili in kit). Uno per tutti l’ultimo nato, “Lo Sfizio”, un integrato entry level di lusso descritto su questo numero della rivista.
Continuiamo e continueremo la fornitura di semi kit dei progetti di AUDION, nonché la vendita di componenti audio e di libri.
Nel numero 25 di AUDION abbiamo inserito un indice tematico che risulterà molto utile, visto che spesso anche i lettori più affezionati, orgogliosi di possedere tutti i neri pubblicati, ci chiedono notizie su argomenti già trattati da AUDION. Dopo che abbiamo finito la stesura dell’indice tematico, siamo rimasti impressionati dalla enorme mole di progetti e articoli pubblicati.
Grazie a tutti coloro che hanno seguito AUDION nella sua avventura prettamente culturale. Vi invitiamo a seguirci nella nostra attività di piccoli produttori di apparecchiature finite, di componenti e di kit.
E se siete rimasti stupiti per questo editoriale, cercate di comprendermi: nessuno mi paga, ma il manifestare le mie riflessioni mi evita costose sedute dallo psicanalista…
Invitiamo tutti coloro che ritengono i numeri di AUDION troppo costosi a diventare i fortunati possessori di un nostro apparecchio finito. Riceveranno così una copia di Audion in “omaggio” (ma ci pensate? GRATIS). E non dite che le nostre apparecchiature costano care: la vera qualità made in Italy, no China, no Vietnam, si paga anche perché difende l’ambiente, al contrario di quei paesi, il cui sviluppo economico passa attraverso la distruzione dell’equilibrio ambientale, con un costo che verrà addebitato a tutti noi: un bel risparmio, vero? Una bella furbizia… Prego, utilizzate una manciata dei vostri neuroni finché siete in tempo!