Editoriale
di Audion numero 18
di
Luciano Macrì
Audion hi fi. IV Mostra di Alta fedeltà
Anche quest’anno Audion
ha patrocinato l’unica mostra di alta fedeltà` in Italia interamente
svincolata dal commerciale e interamente finanziata dalla rivista.
L’ambiente eccezionalmente bello del Relais Certosa di Firenze, una villa
antica situata sul limitare del Chianti Classico ha certamente contribuito a
creare una stupenda cornice nella quale Audion si e` trovata veramente a suo
agio. Sono intervenuti numerosi abbonati e simpatizzanti che hanno trovato una
gentile disponibilità` da parte dello staff della rivista.
Alla manifestazione sono intervenuti Stefano Zaini titolare del Lowther Club
The Sound of The Valve, Michele Zerillo di Audiolamp che presentava per la prima
volta la serie bellissima dei suoi condensatori Pro Cap, Carlo Morsiani con
il suo stupendo giradischi che il mondo ci invidia, Torlai che ha ampiamente
relazionato con il pubblico interessato alle problematiche delle testine dei
giradischi.
Oltre a questi ospiti naturalmente chi ha guidato la manifestazione e` stato
la staff tutto della redazione di Audion che questo anno ha reso disponibile
all’ascolto due impianti con caratteristiche nettamente diverse. In una
sala di circa 40 metri erano collocati la maggior parte dei progetti Audion
che venivano collocati nella catena di ascolto. Un anteprima mondiale: un push
pull di valvole 845 con pilotaggio e sfasatore a trasformatore incredibile oggetto
che non ha analogo riscontro nel commerciale. In questa sala sono stati impiegati
i diffusori Steradiante, progetto Giacomo Bartolini ed un paio di casse Kliphs
versione moderna che poco hanno a che fare con le mitiche casse ad angolo. A
proposito di diffusori sono risultati molto evidenti certe caratteristiche commerciali
che come sempre affligono i prodotti consumer anche di costo. Sarebbe interessante
ascoltare gli stessi diffusori realizzati in MDF e non in volgare truciolare.
Se ne ascolterebbero delle belle!!!!!!
L’altra saletta di circa 20 metri quadrati ospitava un piccolo impianto
di tutto riguardo costituito da un finale Dual single 2A3 descritto su questa
stessa rivista, un pre linea a trasformatori di uscita della serie Il gingillo
ed una coppia di casse acustiche in linea di trasmissione “Samoa”
utilizzanti i larga banda Audion modello LB1; l’impianto utilizzava una
sorgente digitale riferimento.
Le due sale erano entrambe costantemente colme di ascoltatori entusiasti dell’ascolto.
Oltre alle sale di ascolto era presente uno stand librario della rivista con
tanti libri dedicati all’audio.
Si e` trattata in definitiva di una festa dell’alta fedelta` con la A
maiuscola che ci ha dato conferma dell’estrema vitalita` della nostra
rivista che lentamente sta crescendo e conquistando sempre di piu` numerosi
audiofili non solo autocostruttori, ma anche semplici utenti della musica. Insomma
una formula giusta, una manifestazione azzeccata che sicuramente si ripeterà`.
Un solo unico rammarico l’assenza totale delle varie ditte del settore
che confermano ancora una volta se mai ce ne fosse stato bisogno il loro modo
di lavorare molto piu` simile a quello di un salumiere che a quello di un operatore
serio. Si piange molto, ma non si vuole investire adducendo scuse di guadagni
magri, ma l’unica strada rimane la pubblicati` su un vettore serio (Audion
prece` no) e la partecipazione a mostre specializzate che ovviamente non costano
un paio di biglietti da centomila.
Riteniamo inoltre che lo snobbismo praticato da molti importatori italiani nei
riguardi di Audion definita a torto una rivista di autocostruttori e che non
spenderanno mai una lira su prodotti commerciali e totalmente errata e fa comprendere
una volta di piu` l’estrema miopia di questi operatori. Molti abbonati
ad Audion sono ingegneri, medici, laureati ai quali piace entrare dentro le
scatole nere e prece` no costruire qualcosa, ma nel loro impianto sono compresi
anche pezzi commerciali, ma non ovviamente dei bidoni. Molti operatori furbi
non trovano di meglio che fare pubblicità` su riviste americane perché
per loro il mercato italiano e` ritenuto inesistente e dunque da non prendersi
in considerazione. In questa maniera si penalizzano i giornali italiano e si
innescano dei meccanismi di controversia veramente stupidi. Le riviste americane
non sono certamente niente di piu` delle italiane, ma in questa maniera non
si fa altro che esportare altre lire in paesi gai` ricchi di suo contribuendo
all’impoverimento della nostra Italia.
Insomma Audion e le edizioni Giampiero Pagnini hanno dato tanto all’alta
fedelta` e continuano a darlo, ma quanto e` stato dato ad Audion? Si tratta
di una vera e propria vergogna.
Un’altra considerazione. Sino a pochi anni or sono gli amplificatori valvolari
erano bistrattati, adesso si stravede. I diffusori ad alta efficienza erano
considerati superati, in questo momento e basta vedere quale che gira l’efficienza
media e` enormemente aumentata. Audion numero uno diffusori Sensibilita` da
monotriodo con due woofer in parallelo, sono passati circa quattro anni ed ecco
sul mercato una marea di diffusori di questo tipo. Audion inizia a pubblicare
progetti di diffusori monovia ovvero i Fostex ed ecco che imitandoci (forse
perché non hanno idee) via con i larga banda Foste e cosi` con i Lowther
.Insomma sicuramente chi fa tendenza e` piu` una rivista come Audion che la
stampa tradizionale che d’altronde non ha mai affermato di volerlo fare
e nemmeno e` compito suo. Le riviste tradizionali assolvono il compito di informare
i lettori delle novità` di mercato ed e` ciò che il lettore dovrebbe
ritenere dalla loro lettura. Ma se nel nostro settore non fossero entrate le
valvole, i monotriodi, i larga banda, i Lowther ecc. il settore sarebbe ancora
di piu` languente . La conclusione e` che gli operatori hanno l’obbligo
morale di sostenere con la loro pubblicità` iniziative come Audion, naturalmente
senza avere l’assurda pretesa di condizionarne le scelte editoriali e
né di imbavagliarne gli autori.
Alcuni operatori in verità` ci hanno sempre sostenuto ed a loro va il
nostro sincero ringraziamento; attendiamo gli altri nella speranza che non volino
assolutamente fare le nozze con i fichi secchi, altrimenti si ritroverebbero
sempre di piu` in crisi . In questo momento nell’alta fedelta` c’e`
un gran bisogno di serieta` e di moralizzazione non c’e` piu` posto per
i bluff ed i gatti da 50.000.000 di lire che non essendo vendibili sono barattati
con due cani da 25.000.000 cadauno. (grazie Paolo per la tua citazione).