Editoriale
di Audion numero 16
di Luciano Macrì
L'autocostruzione fa male alle tasche
All'estero vengono chiamati grouses (brontoloni): sono coloro che pur dichiarandosi genericamente sensibili al problema della scarsa qualita` dell'alta fedelta` commerciale in realta` non autocostruiscono i loro apparecchi e neppure acquistano da bravi artigiani.Questi in realta` vorrebbero acquistare un prodotto commerciale di qualita` elevatissima dal nome altisonante a prezzi molto bassi.
a parole la stragrande maggioranza degli audiofili italiani ricerca la alta fedelta`, ma di fatto non sono disposti a spendere su apparecchi ben suonanti.. Se provassimo a chiedere ad un audiofilo se preferisce acquistare un apprecchio autocostruito ben suonante o un apparecchio commerciale, magari di seconda mano, di scadente qualita` questi si dichiara favorevole alla prima soluzione, ma di fatto finisce per acquistare "ferri da stiro" pardon amplificatori integrati valkvolari di pessima qualita` il cui unico pregio risiede nel basso prezzo. Alcuni anni or sono siamo stati inondati da questi integrati valvolari a basso costo di produzione europea che davano l'illusione del valvolare a basso costo. naturalmente questi apparecchi furono immessi sul mercato dopo una discreta pubblicità ed ampi redazionali nonche` vari articoli che illustravano questi nuovi prodotti spesso con pareri molto favorevoli. questi prodotti in virtu` del loro basso costo, dei pareri favorevoli della stampa specializzata ebbero una discreta fortuna, ma ben presto finirono nell'oblio anche perche` nel frattempo questo marchio aveva cambiato rapidamente nome e strategia commerciale, ma lasciandosi dietro di se tutti questi oggetti che ancora oggi e` possibile reperire o come ex demo o come usati a poche lire. ebbene molti preferiscono rinunciare ad un apparecchio autocostruito e finiscono per acquistare simili aggeggi, indubbiamente la strada che porta all'autocostruzione di apparecchiature ad alta fedelta` di livello elevato e` lastricata di problemi, si scontra con gli interessi degli importatori, dei negozianti e finisce per creare tensioni e comunque creare problemi in un settore gia` di per se stesso praticamente moribondo.
Un esempio di cio` che e` possibile fare con l'autocostruzione lo si puo` vedere nell'articolo del finale 300B descritto su questo numero: non esistono in commercio finali cosi` concepiti e dunque il loro prezzo sarebbe folle nel caso in cui una ditta mettesse in produzione simili oggetti. dunque l'autocostruzione di livello elevato ha veramente un senso, mentre gli apparecchi realizzati con componenti al risparmio assolvono solamente alla funzione di gioco, di svago di divertimento e possono essere solo una anticamera della vera autocostruzione.
Dobbiamo anche dire che in giro ci sono molti autocostruttori che senza cognizione di causa e senza altra attrezzatura che un tester da 20.000 lire ed un saldatore da 15.000 lire costruiscono amplificatori che utilizzano componenti di basso livello qualitativo; alcuni di essi propongono ad amici e parenti le loro realizzazioni che molto spesso non valgono affatto il prezzo di vendita.
Un apparecchio ben fatto significa utilizzare componenti attivi e passivi di buona qualita` e percio` di costi elevati, ma se l'autocostruttore veste i panni del produttore finira` nel rientrare nelle problematiche di quest'ultimo e percio` il cerchio si chiude.
concludiamo tornando al titolo dell'editoriale: a parole gli italiani sono audiofili e disposti a spendere di piu` per prodotti di qualita`, magari artigianali, in pratica la maggioranza di loro finisce per optare per un prodotto che dicono di rifiutare, molti addirittura finiscono per acquistare degli apparecchi di costo elevato, magari repliche di apparecchi del passato, in alcuni casi vengono acquistati degli autentici acchiappacitrulli, ma tant'e` il mito ed il nome.
Meditate gente