Editoriale
di Audion numero 12
di
Stefano Bevacqua
Editoriale, troppo dubitare
E' quasi una sindrome, nella
quale sono caduti, chi più chi meno, tutti coloro che si dedicano
all' autocostruzione di apparecchi ad alta fedeltà. E' la "sindrome"
del dubbio. Essa si presenta sorniona, senza alcun segno premonitore; ti
avvolge sinuosa e strisciante, si insinua tra desiderio (quello per la
musica) e realtà (quella del budget disponibile e dei mezzi tecnici a
disposizione); malefica, inodore ed incolore come un gas venefico, riesce lentamente
ma inesorabilmente a creare dapprima,un velo, dapprima, poi come un sipario,
infme un muro impenetrabile tra noi; le nostre mani, il nostro cervello,
il nostro buon senso e ciò che vorremmo concepire e costruire. Alla fine,
dopo questo movimento perverso ed avvolgente, essa si conc1ama apertamente,
quando ormai le nostre intenzioni sono attenuate e rese sempre meno
virili, come, appunto, un dubbio, anzi, IL DUBBIO.
Se a leggere queste righe fosse qualcuno che non è passato attraverso
questa allegra follia dell' autocostruzione hi-fi valvolare, costui crederebbe
che l'autore, cioè il sottoscritto, sia pazzo da legare. Ma tutti
coloro che si sono cimentati in queste avventure, dal micro fmalino con push-pull
di EL84 al mega monotriodo da 2000 volt con carta e olio grandi come cassettoni
del l'Ottocento toscano, sa quanto sia vero, quanto il maleficio del dubbio
sia insinuante e deleterio. Non che di dubbi non se ne debbano avere. Tutt'altro.
Soltanto gli stupidi più inveterati sanno mostrare sicurezza di
sé sempre, comunque, ed anche di fronte all'evidenza della fragilità
delle loro idee e della loro eventuale implementazione pratica. E' che quando
il dubbio diventa eccessivo, esso si manifesta in maniera quasi patologica.
E da movente per far meglio, esso si trasforma in un terrificante handicap.
Avere dubbi, nel progettare una catena di riproduzione audio che soddisfi le
nostre esigenze di melomani è una sanissima necessità.
Diciamo melomani, nonaudiofili: i primi amano ascoltare nelle migliori
condizioni la musica, qualunque essa sia; i secondi amano ascoltare gli apparecchi
per la riproduzione della musica, a prescindere da quest'ultima.
Senza dubbi si finirebbe con il costruire un apparecchio al mese senza mai andarne
soddisfatti. Il dubbio serve, è come un motore a molla che ci carica,
che ci costringe a rivedere, ricalcolare, ripensare, rimettere tutto in
discussione. E molto spesso, quest' opera di revisione, anche se un
poco ansiogena, permette di individuare errori, ingenuità, ovvero
di cogliere soluzioni migliori, più efficaci.
Diverso però è il dubbio patologico, quello che costringe l'autocostruttore
a ripensare da capo ogni sua scelta, a rimettere radicalmente e drasticamente
tutto in discussione in ogni istante. Questo è una forma di dubbio devastante,
che spesso conduce all'impotenza, che costringe molti autocostruttori, soprattutto
quelli alle prime armi, o anche gli autocostruttori potenziali, neofiti che
potrebbero facilmente navigare nell' arco di poche esperienze verso il divertimento
e la passione per saldatori, valvole, telai e trasformatori d'uscita, per onorare,
con garbo ma grande fede, il loro amore per la musica, che costringe, dicevamo,
a fare un passo indietro, ad entrare in un negozio e acquistare il primo decente
apparecchio di seconda mano, portarselo a casa, accenderlo e rinunciare all'ansia,
appunto, indotta dal dubbio.
Guai dunque a coloro che instillano tale genere di dubbio.
Gli autocostruttori in questo strano paese che è l'Italia sono ancora
pochi. Ma stanno crescendo, giorno dopo giorno. Speriamo soltanto che il
numero degli sciocchi che amano instillare dubbi su dubbi, komeinisti dell'
elettronica, invece, diminuisca fino all'estinzione. Che lascino alla gente
almeno il diritto di godersi questa sana ed innocua passione!