Editoriale di Audion numero 10
di Stefano Bevacqua
Ma la musica da dove viene?

E' fra le domande di chiarimenti ed i consigli che con maggiore frequenza i lettori di Audion rivolgono alla redazione, ve ne sono alcuni che ridondano con la maggiore frequenza, mentre altri non sembrano quasi mai porsi. Volendo redigere una graduatoria ed inventare delle percentuali, diciamo che il 50 per cento dei lettori si pone il problema di quale amplificatore finale costruire; il 25 per cento pensa al preamplificatore (con stadio fono per i pochi che ancora possiedono una decente collezione di dischi in vinile); il 15 per cento pensa ai diffusori; soltanto il 5 per cento si pone il problema delle sorgenti, digitali o analogiche che siano.
Ciò appare ancora più curioso se si considera che la maggior parte delle pubblicazioni dedicate all'alta fedeltà insiste quasi sempre sul fatto che la sorgente sarebbe l'elemento cruciale di qualsiasi catena di riproduzione musicale. Cosa, peraltro, che ho sempre contestato, affermando che non esiste un elemento più importante di un altro per definizione, ma che, semmai, ad essere opportunamente costituita deve essere l'intera catena.
Appunto: la domanda di chiarimenti che conquista la palma dello zero per cento è appunto quella relativa all'insieme della catena. A mio avviso, ciò dipende almeno in gran parte dalle stesse riviste di alta fedeltà che sembrano predicare in una pagina ma poi non praticano il loro stesso credo nelle altre. Beninteso, non muovo critiche: questa è una semplice considerazione, non uno stralo. Il guaio è che le prove degli apparecchi, anche quelle più raffinate e fondate soltanto su un ascolto critico, prescindono quasi sempre dalla catena. Nel senso che il critico che scrive le sue note la tiene benissimo presente, ma che poi ben raramente ne parla nel suo articolo.
Questo atteggiamento, che comprendo benissimo sia dettato da necessità di natura editoriale (non si può parlare dell' apparecchio XY magari dicendo che suona bene con il cd-player ZW ma non con quello della stessa casa, solo per fare un esempio estremo), è probabilmente la causa di questa stranezza, che sembra pervadere anche il mondo dell' autocostruzione, ed in base alla quale ci sono amplificatori o preamplificatori o diffusori che suonano bene o male, a prescindere dall'insieme della catena d' ascolto e, soprattutto, dalla sorgente.
Sulle pagine di Audion ci siamo sempre sforzati di collocare ogni progetto all'interno di un'ipotetica catena, di indirizzare l'interesse dei lettori verso una proposta od un'altra in funzione anche dei risultati complessivi verso i quali ci si intende orientare. E, considerate le richieste di chiarimenti che giungono dai nostri lettori, lo faremo ancora di più, cercando, quando possibile, di collocare ogni singolo progetto nell'ambito che più ne potrà sinergicamente valorizzare le caratteristiche positive.