Editoriale
di Audion numero 7
di
Stefano Bevacqua
A ciascuno il suo: a che serve la "componentistica
esoterica" ?
Uno dei quesiti più comuni
che i lettori ci propongono, scrivendo alla redazione di Audion o prendendo
contatto diretto con gli autori degli articoli pubblicati, riguarda la scelta
dei componenti. In effetti la questione è della massima importanza: se
è impossibile far suonare bene un cattivo amplificatore (nel senso di
un cattivo progetto) soltanto infilando resistenze e condensatori a quattro
stelle, è del tutto probabile, per non dire sicuro, che il migliore dei
progetti, realizzato con quanto di peggio si trovi sul mercato, suonerà
male o comunque in maniera deludente.
E' giusto, dunque, cercare di utilizzare i componenti migliori. Ma occorre sapere
scegliere, nel senso di sapere in quali frangenti occorre non badare a
spese e dove, invece, ogni sforzo qualitativo ed economico risulterà
del tutto ininfluente.
Nei prossimi numeri di Audion tenteremo, con una serie di appropriati articoli,
di mettere a fuoco questo problema, indicando, per ogni specifica funzione,
quali siano i componenti attivi e passivi più appropriati, al fine di
ottenere il migliore rapporto "qualità prezzo", cioè
per sapere dove conviene spendere e dove conviene risparmiare, ma anche
per dare qualche lume sulla reale possibilità di raggiungere la
"qualità assoluta", ovviamente senza badare a spese.
Ed è proprio questo uno degli argomenti più spinosi, intorno al
quale si sono tessute e si continuano a tessere le leggende più curiose.
Cercherò, senza citare marchi affinché nessuno possa adombrarsi,
di dare una idea di quel di cui sto parlando.
Primo esempio. Per qualche anno si sono magnificate le valvole costruite da
una certa casa negli anni Cinquanta e Sessanta. In questo strano mondo un poco
"underground" che è quello dell'audiofilia valvolare, si era
sparsa la voce che quelle valvole erano eccezionali, una specie di "top
of the top". Sempre disposto per principio a credere che i miei interlocutori
siano, oltre che in buona fede, anche competenti, comprai a caro prezzo alcune
di queste valvole. Sul mio impianto di allora esse però suonavano sbiaditamente,
senza grana fine, ma anche senza vigore. Le rimpiazzai con valvoline di produzione
russa e con altre americane di produzione standard. E il mio amplificatore fu
come rinato. Le valvole esoteriche finirono in fondo ad un cassetto, fino a
quando, recentemente le ho regalate ad un amico, il quale le ha infilate giudiziosamente
in un buon provavalvole scoprendo che esse erano un disastro, mezze morte. Difficile
sapere quale dei tre seguenti casi si sia verificato: se si trattasse di valvole
usate fino allo stremo e chi me le ha vendute, in piena buona fede, fosse vittima
lui per primo di una piccola truffa; se chi me la ha vendute fosse in cattiva
fede; se le valvole fossero bacate dalla nascita, provenienti magari da uno
stock di scarti di fabbrica. Siccome odio pensare male della gente, opto per
la terza soluzione, che mi appare anche la piùlogica e realistica.
Secondo esempio. Se si guarda alla produzione industriale di finali monotriodo
con la 300B, si ha la netta sensazione che non valga\la pena di spendere 600-700
mila lire per utilizzare le Cetron. Alcuni costruttori utilizzano infatti le
cinesi, opportunamente selezionate. Sul mio finale ho voluto provare la differenza
e francamente l 'ho sentita subito. Le Cetron risultano sensibilmente più
precise, più trasparenti ed al tempo stesso presentano una dinamica piùevidente.
Prova che, almeno in questo caso, la qualità si paga e che ne vale la
pena. A condizione però che l'apparecchio sia costruito con tutti i crismi
e nel migliore dei modi. Altrimenti le qualità della 300B Cetron non
risulteranno sottolineate. In altre parole: inutile mettere una valvola ottima
e costosa in un apparecchio che non ne saprà valorizzare le qualità.
Questi due esempi potrebbero essere utilizzati per la quasi totalità
dei componenti. E si scoprirebbe così che in molti casi il ricorso
ad una componentistica di elevatissima qualità si giustifica soltanto
in un quadro di progetto e di realizzazione di analogo livello.
Tali suggerimenti, che si riassumono nella raccomandazione di seguire sempre
un' approccio equilibrato e di buon senso, potranno sembrare a taluni come
ovvi, ma ad ascoltare le domande che tanto spesso ci vengono rivolte appare
quanto grande ancora sia la confusione seminata in questi anni.