Editoriale di Audion numero 4
di Luciano Macrì
A che punto è l'autocostruzione HI-Fi in Italia

Rispondere a questa domanda non è certo cosa da poco. Nell'anno 1991 il direttore di una rivista specialistica del settore hi fi stimava in un centinaio i passionisti della hi fi valvola re, ed in questo numero includeva anche gli autocostruttori. Se il numero era molto basso, le realizzazioni che venivano fuori erano però di livello molto elevato. Negli anni che seguirono; la divulgazione della hifi valvolare,e comunque dei concetti tecnici realisti e non legati al commerciale, iniziò afarsi strada. Al punto che gli stessi che fino a pochissimo tempo fà sulle pubblicazioni più blasonate consideravano il valvola re e certe realizzazioni (vedi monotriodo,ecc.) come delle "sciocchezze ", oggi sembrano gli scopritori ed i pionieri dei veri concetti di alta fedeltà. Beh, forse prima non erano a conoscenza dei concetti che fanno parte integrante della cultura giapponese o anche di quella americana.
Comunque sia, ad un certo punto è esplosa la moda del valvolare: valvole è bello! Ebbene, noi non siamo affatto d'accordo, anche se chi scrive è collezionista A.I.R.E. (Associazione Italiana Radio d'Epoca). E' bello tutto ciò che funziona bene, sia che impieghi la 2A3, sia l'ultimo mosfet della Hitachi: dunque ben vengano anche i semiconduttori! Un'altro particolare importante: come mai gli amplificatori ad alta fedeltà a valvole negli anni '80 erano scomparsi dalla circolazione? Certamente a causa di una massiccia pubblicità negativa, nonchè a causa di argomentazioni tecniche (vedi distorsioni armoniche totali elevatissime dei valvolari rispetto agli ampli a semiconduttori) che contribuirono molto a tale scomparsa; e non dobbiamo dimenticare che i prodotti valvolari si prestano male ad essere ingegnerizzati, sopratutto se cablati con collegamento in aria e non su circuito stampato. Ecco allora che il revival delle valvole, quello che l'americano Joe Roberts chiama il "Rinascimento dell'alta fedeltà valvolare", ha portato tutto il buono, ma anche tutto il costo di questo tipo di realizzazioni. Da queste considerazioni si evince che l'autocostruzione non è da ritenersi un'alternativa all'acquisto, ma una precisa scelta dell' appassionato. Essendo l'alta fedeltà di livello elevato estremamente costosa, l' autocostruzione può fornire risultati elevati con costi più contenuti a patto, però, di investire una cifra adeguata al progetto.
Molti ritengono che cavi, condensatori, trasformatori di uscita, valvole e componenti siano tutti uguali e che il costo elevato di gran parte di questi sia dovuto solamente al desiderio di arricchimento dei commercianti; ma avete mai provato a seguire la lavorazione di un tubo elettronico o di un trasformatore di uscita avvolto a mano? Ecco il grosso equivoco dunque: costruite poco, ma costruite bene. Certamente lafilosofia di che scrive è condizionata dall'essere figlio di una città che ha visto il fiorire della civiltà rinascimentale e che annovera, fra i suoi monumenti più belli, il Ponte Vecchio con i suoi celebri orafi.
Dunque siamo viziati e condizionati dalla cultura del bello!