Recensione degli amplificatori
monofonici push pull Audion modello DM98
Il
presente articolo e’ tratto dalla rivista Suono del Giugno 2000.
Audion DM98
I colleghi fiorentini della Audion si lanciano in un triplo salto mortale
carpiato, la costruzione e la distribuzione di elettroniche a valvole di
qualita’ a prezzi ragionevoli. Il primo tuffo e’ perfetto, speriamo che qualcuno
non prosciughi la piscina…
di
Maurizio Fava
Impedenza di ingresso: >100 kohm
Sensibilita’ di ingresso (configurazione a triodo): 180 mV
(posizione 0 del controllo di feedback)
210 mV (posizione 1)
280 mV (posizione 2)
Risposta in frequenza (configurazione a triodo):
10 ÷ 49.000 Hz -3 dB (posizione 0)
10 ÷ 45.000 Hz -3 dB (posizione 1)
10 ÷ 44.000 Hz -3 dB (posizione 2)
Potenza di uscita (configurazione a triodo):
12 watt su 8 ohm
Sensibilita’ di ingresso (configurazione a pentodo):
320 mV (posizione 2)
Risposta in frequenza (configurazione a pentodo):
10 ÷ 55.000 Hz -3 dB (posizione 2)
Potenza di uscita (configurazione a pentodo):
22 watt su 8 ohm
Prezzo: Lit. 3.800.000 la coppia

L’amplificatore oggetto della prova di questo mese merita la massima attenzione, come del resto la merita chi lo progetta e costruisce. Ovviamente tutti gli apparecchi che proviamo meritano lo stesso trattamento, ma questa volta ci sono almeno un paio di considerazioni in più che rendono la cosa interessante e per certi versi inconsueta. Vediamo di che si tratta. L’amplificatore e’ molto buono, ma questo non lo renderebbe diverso da altri che abbiamo provato e che proveremo (in linea di massima preferiamo utilizzare le pagine della rivista in modo “propositivo”), piuttosto e’ più interessante il discorso che riguarda l’Audion, non tanto come casa costruttrice quanto come gruppo di progettazione, costituito da gente appassionata ed esperta. Non deve essere confusa con la quasi omonima ditta inglese specializzata in elettroniche a valvole (ne abbiamo provate alcune), questa Audion di Firenze e’ la stessa che realizza la rivista che probabilmente avrete visto in qualche pubblicita’ o negozio. Forse a questo punto molti di voi cadranno dalle nuvole, sia perche’ non conosceranno la rivista in questione, sia perche’ troveranno strano che in una rivista si parli di un foglio concorrente. Per entrambe le perplessita’ la spiegazione e’ la stessa: la rivista Audion e’ a tiratura limitata, distribuita solo per abbonamento o nei negozi, molto ben fatta e condotta, specializzata nel settore dell’autocostruzione. Occorre fare attenzione, perche’ gia’ sento nelle orecchie le obiezioni che molti sono pronti a fare, cose che riguardano i progetti delle riviste, dilettanti o professionisti e altre cose del genere. Tutte rimandate al mittente, almeno in questo caso. Ricordiamoci che stiamo parlando di amplificatori a valvole, dei quali e’ stato scritto, detto e realizzato tutto. Non occorre, nel 2000, un genio come Williamson per fare un buon finale a tubi termoionici ne’ tantomeno ci si puo’ aspettare una novita’ nella circuiteria o nei componenti; cose che semplicemente non possono accadere. Per fare un buon amplificatore a valvole, ma soprattutto per farne un apparecchio commercialmente valido sotto tutti i punti di vista, occorre che chi lo costruisce abbia almeno due qualita’: l’esperienza e l’onesta’. La prima per trarne le qualita’ migliori e la seconda per offrirle ad un prezzo equo, nella giusta prospettiva di mercato. Sicuramente queste qualita’ non mancano al team dell’Audion che ha studiato, provato e curato nei dettagli il DM 98. Infatti il DM 98 fa parte della ristretta schiera di apparecchi classici che uniscono alle buone prestazioni tecniche, un’eccellente musicalita’ ed un’apprezzabile economicita’; dote quest’ultima messa in maggior risalto dalla “agilita’” (leggi “bassi costi”) della ditta fiorentina. Senza addentrarci in dettagli tecnici (molto meglio descritti nella rivista madre) si puo’ senz’altro definire il DM 98 come un Williamson con delle modifiche alla sezione finale (ultralineare? La documentazione manca ed il tempo e’ poco) che comunque cambiano poco della filosofia dell’amplificatore. Sono invece stati aggiunti degli accorgimenti che aumentano la flessibilita’ e la possibilita’ operativa del DM 98, caratteristiche invece molto minori nell’originale e nei suoi cloni conformi; e’ possibile modificare il tasso di controreazione totale (da zero deciBel, cioe’ ad anello aperto, fino a qualche dB, tra dieci e venti, per la controreazione massima corrispondente alla posizione 0 del commutatore); configurare le valvole finali a pentodo (scelta canonica per l’ultralineare) oppure a triodo (molto di moda e storicamente più conforme al Williamson). Queste possibilita’ combinate insieme forniscono un ventaglio di variazioni timbriche che, seppur lievi, si fanno sentire ed adattano la musicalita’ del DM 98 ai propri gusti, dischi o genere musicale preferito.
Per chi non sapesse nulla di Williamson e del suo amplificatore diro’ semplicemente che dal 1947 (anno della sua presentazione su Wireless World) ad oggi non si e’ visto moltissimo di nuovo (e di meglio) nel settore specifico dei finali a valvole. In parole semplici si puo’ dire che questo apparecchio segno’ lo spartiacque tra la vecchia generazione e la nuova di amplificatori a tubi termoionici.
Esteticamente l’ampli si presenta in veste inconsueta. Sara’ forse per una certa asimmetria tra i trasformatori di alimentazione e di uscita, o forse per la curiosa griglia “proteggi valvole” che si piazza in mezzo al piano come una tenda scout in una radura, qualcosa insomma nell’insieme estetico rende il piccolo amplificatore fiorentino “simpatico” come il brutto anatroccolo delle fiabe, solo che questo più che diventare bello da grande gia’ canta bene da piccolo.
Certo la finitura e la scelta stilistica tradiscono le dimensioni e la vocazione artigianale della ditta, ma occorre sapere che, tolti McIntosh, Audio Research, Conrad Johnson e pochissimi altri, la dimensione vera della maggior parte dei marchi di amplificatori a valvole non e’ molto più grande, solo che non lo dicono.
Quello che posso dire con certezza (sulla tecnica pura vi rimando alla rivista di casa madre) e’ che le valvole utilizzate sono delle 5881 della Sovtek, si dice che siano tra le meglio riuscite del costruttore russo, mentre le valvole preamplificatrici sono due ECC 82 marcate Philips JAN (sigla che significa Join Army and Navy ovvero che all’epoca queste valvole furono prodotte su ordinativi dell’amministrazione congiunta di queste due forze militari degli Stati Uniti, nulla di più; se ne trovano molte in ottime condizioni di conservazione, di buona qualita’ e a buon prezzo). I quattro triodi contenuti nelle due valvole piccole hanno la funzione di preamplificatore di tensione, invertitore di fase e driver delle finali. Nel DM 98 e’ presente anche la regolazione manuale del bias delle finali; questa regolazione puo’ essere resa ancora più agevole utilizzando un apposito strumento, disponibile come optional.
Il trasformatore di uscita non ha il sezionamento del secondario, quindi ha una sola uscita a 6 ohm, anche se sono presenti due coppie di morsetti per gli altoparlanti; in questo caso possono essere utilizzati per il bi-wiring. Una breve chiacchierata con lo staff di Audion ha chiarito che questa scelta segue una precedente versione con un TU con doppia uscita (4 e 8 ohm), ma ha anche chiarito che tutto sommato un trasformatore con un secondario “semplice” e’, nei limiti di questo progetto, una scelta preferibile sia in termini qualitativi (va meglio) che economici (costa meno). Dal punto di vista dell’utilizzatore la questione non si sposta di un millimetro, visto che il 99% dei diffusori ragionevolmente abbinabili al DM 98 ha delle caratteristiche di impedenza del tutto compatibili con un TU ad uscita singola.
I pochi componenti nascosti alla vista appaiono di qualita’ più che buona, coerentemente con la filosofia costruttiva non si trovano cavi, condensatori o resistenze di marche esoteriche o con tolleranze microscopiche, attenzioni audiofile queste che spesso producono un aumento dei costi molto più sensibile del miglioramento della timbrica, che pur si verifica. Insomma il DM 98 e’ un progetto serio, onesto, ben realizzato ma non costoso: esattamente le caratteristiche di cui parlavamo all’inizio dell’articolo, facendone credito alla Audion.
L’installazione dei due apparecchi e’ veramente molto semplice, sono abbastanza piccoli e leggeri da non creare problemi e si scaldano abbastanza rapidamente da consentire degli ascolti di alta qualita’ senza dover telefonare a casa all’ora di pranzo per sentire un disco dopo cena.
Una volta inseriti nel mio impianto di riferimento (che, a proposito, si e’ evoluto con l’upgrade del braccio di lettura da Ittok a Ekos e dei diffusori da Rogers LS 3/5A a B&W Nautilus 805, componenti che completano il giradischi Sondek con testina Spectral Signature, CD player Linn Karik, pre The Mod Squad oppure EAR 848P e finale McCormack) i due DM 98 hanno impiegato veramente poco a diffondere la loro sonorita’ dolce e convincente. Dopo aver smantettato con la commutazione del feedback e della configurazione triodo/pentodo ho scelto come definitiva quella pentodo e massima controreazione che e’ stata, per me, la più convincente con dei bassi potenti e frenati e più riserva di energia che nelle altre combinazioni possibili. Probabile che altri trovino delle differenze più grandi o preferiscano la configurazione a triodo; fortunatamente il DM 98 consente di provare e quindi di scegliere in base ai propri gusti. Comunque nelle condizioni in cui e’ stato provato si e’ dimostrato un apparecchio ottimo, abbastanza lontano dagli stereotipi dei finali a valvole; in sostanza non gli si puo’ affibbiare una connotazione speciale, dolce, caldo, trasparente o analitico, definizioni che abbastanza frequentemente sono appioppate in via automatica ai finali a valvole oppure a quelli a stato solido. Il DM 98 semplicemente suona bene, anzi decisamente bene, e per giunta in modo silenzioso, affidabile e costante, almeno nei limiti del tempo in cui e’ stato provato. Al di la’ delle caratteristiche delle singole gamme - bassi ben frenati, non troppo invadenti, medi trasparenti e naturali, acuti dolci - e’ il buon equilibrio timbrico la nota che più spesso ricorre nei miei appunti. L’Audion DM 98 puo’ senz’altro essere un compagno di lunghi viaggi, non e’ brillantissimo ma non stanca mai. La potenza, la dinamica e la velocita’ sono quel che sono: più che sufficienti. Certo non si puo’ pretendere di pilotare un Apogee, oppure sfondare le porte a colpi di gran cassa oppure farne il cuore di un impianto Home Theater, ma per l’ascolto stereofonico di dischi e CD, in ambienti mediamente arredati di dimensioni fino a trenta metri quadri e con dei diffusori di media efficienza si rivelano una soluzione pressoche’ ottima.
In conclusione si tratta di un apparecchio molto buono, che vi raccomando vivamente soprattutto in considerazione del prezzo, cosi’ equo da renderlo un vero affarone per tutti gli appassionati di buona musica. Ascoltatelo e fatemi sapere.