Il presente articolo è stato pubblicato sulla rivista Suono.
300B a confronto: vince Golden Dragon
di Stefano Bevacqua
Introduzione a cura di Luciano Macrì
L'articolo di Stefano che segue è il frutto di un lavoro di molti anni durante i quali abbiamo accumulato numerose esperienze con i tubi 300B. Questo lavoro era destinato inizialmente alla rivista Audion, di cui il sottoscritto è direttore responsabile e Stafano Bevacqua è direttore editoriale. E' stato deciso di comune accordo di pubblicarlo invece sulle pagine amiche di Suono, affinché potesse avere una maggior diffusione e non essere esclusivamente dei pochi "eletti" che leggono Audion. Le "prove in batteria" sono sempre molto difficili perché è facile sbagliarsi in maniera clamorosa e dunque solo in pochi casi è lecito sbilanciarsi. Ci pare appunto che questo sia uno di questi pochi casi.
Cenni sulla rimessa in
produzione di tubi vintage
In questi
ultimi anni molti costruttori si sono cimentati nella costruzione di tubi audio
come la EL34, la 6L6, la KT88, la ECC83 ecc. che trovano ampia applicazione come
ricambi delle migliaia di amplificatori valvolari di nuova costruzione in
funzione attualmente e dei tantissimi vintage ancora in circolazione..
Per quanto concerne i tubi a riscaldamento diretto come la 2A3, la 300B, la 211, la 845 ecc. questi non sono mai stati impiegati in passato e dunque risultano meno allettanti per un eventuale costruttore giacché i numeri di tubi richiesti dal mercato è piccolo. Questo è uno dei motivi per il quale nessuno ha ancora messo in cantiere una vera 2A3 monoplacca poiché i costi sono all'incirca paragonabili a quelli della 300B, ma il prezzo di vendita dovrebbe essere molto differente, ovvero ridotto di circa un quarto. Ecco perché sono uscite "2A3 monoplacca super" ovvero non vere 2A3.
Tornando alla 300B, come sappiamo si tratta del tubo più osannato dai filovalvolari (non da me che mi riconosco filo 2A3) ed è un tubo di progettazione Western Electric. Una delle fortune commerciali che fecero grande la Western Electric fu il business delle telecomunicazioni negli anni "20-30" e che era praticamente paragonabile a quello dei computer e di Internet dei giorni nostri. La Western Electric investì notevoli capitali ed ingegni nella ricerca e progettazione dei tubi per telefonia e la WE300B rappresentò un punto di arrivo nella fabbricazione delle valvole, ma allorché i tubi elettronici caddero in disuso la Western Electric, salvo l'ultima parentesi degli anni 80 con una ultima fornitura, abbandonò la fabbricazione dei tubi Western Electric. La 300B rappresenta un compromesso ideale fra potenza e qualità nella riproduzione audio. La 300B originale era costruita così bene che non è raro incappare in un amplificatore Western Electric per cinema che dopo 30 anni di lavoro è ancora munito di tubi originali perfettamente efficienti!!! La difficoltà vera nella attuale produzione dei tubi elettronici risiede solo nell'alto costo di fabbricazione dei tubi di qualità: il fattore costo limita, anzi, esclude ogni vera commercializzazione relegandola nella fascia "extralusso" che di fatto scoraggia ogni imprenditore che abbia un minimo di prudenza commerciale.
Tutti oramai sono a conoscenza che pochi anni fa una ditta americana aveva acquistato i diritti di costruzione dei tubi Western Electric (attenzione, i diritti e non le apparecchiature) con l'intenzione di partire con la fabbricazione della WE300B. L'operazione fu salutata da tutti gli appassionati con entusiasmo, ma le prime 300B tardarono ad arrivare e procurarono non poche grane ai distributori per problemi di affidabilità (in parole povere si rompevano) risolti poi successivamente. Le apparecchiature impiegate per la costruzione di questi tubi non furono quelle originali (come ogni appassionato vorrebbe credere), ma in parte acquistate in Italia da una fabbrica di valvole dismessa, in parte sempre in Italia da una ditta che esporta macchine per la costruzione di bulbi di vetro per lampade in tutto il mondo. Insomma non è stato certo la Western Electric a rimettere in produzione la WE300B, ma la Westrex che evidentemente riteneva questo tipo di operazione un vero e proprio business, tanto che, oltre alla 300B, aveva annunciato la messa in produzione di numerosi altri tipi di valvole come la indimenticabile WE274 (una raddrizzatrice), la WE212 (la sorella maggiore della 211), ecc. ecc. A suo tempo ho ricevuto dalla Westrex un' ampia documentazione tecnica, su carta patinata, relativa alla 300B: questa era identica a quella d'epoca, ovvero una semplice ristampa. Ad una mia richiesta di notizie tecniche e foto della fabbrica americana (perché. chi lo dice che le WE300B di adesso siano fabbricate negli States?) ho ricevuto solo risposte sibilline all'americana che non hanno portato nessuna chiarezza a riguardo della costruzione di questo tubo, anzi, non hanno fatto altro che generare dubbi sul luogo di costruzione, che potrebbe essere anche il Bangadlesh! visto che i macchinari per la costruzione dei bulbi pare, da voci di corridoio, siano partiti da Torino con destinazione appunto Bangadlesh.
Se alcuni costruttori sono ligi nel mantenere le caratteristiche dei tubi originali rimessi in produzione altri offrono tubi con caratteristiche a loro detta superiori, spesso notevolmente rispetto agli originali. E' facile leggere sulle pubblicità di questi tubi "dieci per cento di dissipazione anodica in più, ecc. ; in genere si tratta di EL34, KT88, 6550, 6L6GC, 2A3, 300B ecc. Alla fine si arriva a delle 2A3 che in pratica sono delle piccol e 300B salvo la diffrente tensione di filamento. Ma in passato non lo sapevano fare? Non riuscivano a fabbricare tubi con dissipazioni anodiche superiori? Una valvola rappresenta un compromesso fra molti parametri e sicuramente non è la potenza di uscita il parametro più interessante musicalmente, caso mai è vero il contrario nel senso che valvole piccole = estrema musicalità.
Certo è che, però dopo anni anni di alta fedeltà e con tante riviste di settore, ancora al Top Audio molta parte del pubblico ancora " Quanti watt ha?" e dunque anche il costruttore di tubi è portato ad accontentare questa fame di watt.
Da tutte queste considerazioni ne deriva che spesso si confrontano due valvole marcate con la stessa sigla, ma differenti come caratteristiche elettriche, e che dunque dovrebbero avere sigle diverse. Attenzione anche a quando si sostituiscono le valvole con altre di marche diverse: spesso si viene abbagliati soprattutto se si è lenti a capire come suona un amplificatore; attenzione a farsi prendere dalle prime impressioni che saranno anche quelle che contano, ma che spesso portano fuori strada. Attenzione a farsi prendere dalle sensazioni di maggior potenza e soprattutto non tralasciate l'ascolto dei dettagli. Insomma, cercate di vedere la pagliuzza e non solo la trave. La penna a Stefano.
Prove comparate di ascolto
delle 300Bcetron, Sovtek, Billington, Kron, Golden Dragon (300B e 4300BLX)
Prove
comparate? Sono quasi un maleficio. Difficili da progettare e gestire: perché i
parametri giusti non sempre si modulano omogeneamente sugli oggetti della prova;
perché la soggettività dei giudizi interviene implacabile; perché c’è sempre il
rischio di offendere qualcuno. Inutile nasconderselo: sono cosa assai
imbarazzante, foriera di errori e banalizzazioni, di indulgenze e forzature.
Eppure, qualche volta, sono, almeno per una rivista come la nostra, un passaggio
obbligato. Il fatto è che la mitica 300B è diventata un oggetto di desideri
tanto intensi e diffusi da provocare una proliferazione di produttori e modelli,
di prezzi e varierà e variazioni sul tema, da rendere inevitabile, non fosse che
per rispondere alla necessità di fornire ai nostri lettori una chiave di lettura
seria e ponderata, una prova comparata di quello che si trova oggi sul mercato.
La fase più recente della storia 300B inizia infatti nel 1993, quando
l’americana Cetron riprende a produrre lo storico triodo a riscaldamento diretto
nato dalla mente e dalle mani dei tecnici della Western Electric quasi tre
quarti di secolo or sono. E’ un immediato successo che viene colto da
innumerevoli produttori. Anzitutto dai cinesi, poi dai britannici che
selezionano tubi cinesi o che se li fanno costruire ad hoc, poi dai
nippo-britannici, poi da tanti altri.
Il mito 300B
Ma, anzitutto, perché
questa proliferazione di 300B? Il perché è facile: tra tutti i triodi storici è
quello che risolve più problemi creandone meno. Prendiamo la 2A3: suono lucente,
gamma bassa controllata, gamma media analitica, acuti cristallini ma mai
taglienti. Perfetta. Difetto: 3,5 watt al massimo, il che significa che tutti i
problemi risolti dal tubo finale vengono riversati (sotto il profilo tecnico ma
anche musicale) sui diffusori, che devono (assolutamente devono) mostrare
un’efficienza di almeno 96 dB, troppi per utilizzare diffusori dalle dimensioni
umane, rinunciare a trombe nasalissime, biconi che non conoscono la gamma bassa
o altri che offrono “buchi” all’incrocio meccanico tra i due elementi radianti
da far rimpiangere i più astrusi cross-over di scuola americana. C’è la 10Y,
ancor meno potente, la VT52, introvabile ed esile, la PX25, sepolta nell’oblio
(era la migliore, forse, tra tutte). Oppure, ci sono 211 e 845. Belle,
luminescenti, intriganti. La 211 sfodera anche 20 watt, se si è capaci di
progettare, la 845 anche 25 watt. Per la 211 il problema è un’anodica a 1250
volt, che non possono essere gestiti correttamente da un ponte di raddrizzatrici
(come ha fatto un blasonatissimo marchio nipponico e qualche italico
sprovveduto). E, poi, il suono delude un poco: tronfio in gamma bassa,
cristallino e affascinante in gamma acuta, stupido in gamma media. E pensare che
la gamma media è nove decimi di quello che ascoltiamo. Sulla 845 stendo un velo
pietoso: per pilotarla ci vuole un segnale di 150 volt, per ottenere il quale
servono due stadi, il secondo dei quali, perché tutto funzioni davvero bene,
deve essere costituito da una 300B. Proprio lei. E, allora, facciamola suonare
da sola e in santa pace. In definitiva: il mercato è spesso fuorviato dalle mode
e dalla pubblicità. Ma non ci piove sul fatto che nell’angusto settore degli
amplificatori monotriodo, la 300B abbia tutte le ragioni per essersi ricavato un
ruolo da regina.
La prova
Questo chiarito,
veniamo alla prova comparata. Prova decisa dopo una lunga riflessione, dopo aver
constatato, appunto, che la 300B è il triodo più ricercato e più utilizzato
dagli autocostruttori, dopo aver ponderato i pro ed i contro di una simile
iniziativa, dopo aver messo in conto che, alla lettura di questo articolo ci
saranno alcune persone arrabbiatissime con noi. Ma non ci importa. Nessuno di
noi è un professionista dell’hi-fi. Ci interessa coltivare una passione, viverci
dentro e mettere il patrimonio di esperienza che abbiamo accumulato a
disposizione di tutti i nostri lettori.
Una premessa, prima di entrare nel merito: nessuna misura, soltanto ascolto. E’ una scelta drastica, ma necessaria. Perché dio misure, prima del ritorno delle valvole, ne avevamo fin sopra i capelli. E oggi l’ossessione dell’analisi di spettro è riemersa con la stessa virulenza di un passato di freddo transistorismo che avevamo finalmente lasciato alle spalle. A suonare male non sono i transistor o i fet, sono le misure che stravolgono i giudizi e portano a compiere drammatici errori. Ma non basta: sono sincero, ammetto che le misure le ho prese, ma i risultati, sotto il profilo elettrico, sono talmente omogenei da non meritare di essere approfonditi (le misure le ho prese dopo la batteria degli ascolti, così, per sfizio tecnologico, ed il fatto che fossero tutte uguali o quasi uguali non mi ha affatto sorpreso).
Ma veniamo
alla prova. Le 300B sottomesse al test erano le seguenti:
300B
Cetron
300B Sovtek
300B Billington
300B Kron
4300B Golden Dragon
4300BLX Golden Dragon
Manca in questo elenco una principessa: la 300B della Westrex, alias neo –
Western Electric, ovvero Audio Note. Non hanno ritenuto di fornirci una coppia
in prova nell’arco dei nove mesi durante i quali avevamo stabilito di sviluppare
i nostri test. Peggio per loro. Non si può aggiungere altro.
Le condizioni di ascolto, costanti durante tutte le prove, erano le seguenti: locale di circa 5x5x3 metri, non trattato, ma con presenza di tendaggi e tappeti, mediamente assorbente.
Per la prova sono stai
utilizzati i seguenti brani (c’è chi lo definisce software e ciò fa inorridire
il figlio di un pianista):
-Bejamin
Britten - The young person’s guide to the orchestra – London Symphony Orchestra,
Benjamin Britten – Decca 417 509-2
-Franz List – Sonata in B minor – Alfred Brendel – Philips 432 048-2
-Felix Mendelssohn Bartoldy – Sinfonia n. 8 in Re maggiore – Orpheus Chamber
Orchestra – DG 437 538-2
-Ludwig Van Beethoven – 14 variazioni op. 44 – Eugene Istomin, Isaac Stern,
Leonard Rose – CBS MP39753
-Johann
Sebastian Bach – Goldenberg variationen – Glene Gould – CBS D37779
-Bobby
Watson – Appointement in Milano – Red Record VPA184
I parametri acustici esaminati sono i seguenti (non in ordine di importanza, ma soltanto in ordine di notazione):
1. dinamica generale
2. microdinamica
3. dettaglio
4. caratteristiche della gamma bassa
5. caratteristiche della gamma media
6. caratteristiche della camma acuta
7. ricostruzione dello scenario
8. “tonalità” generale
300B Cetron
1. la dinamica generale non è superlativa: in presenza di segnali vigorosi la valvola cede leggermente
2. microdinamica eccellente: restituisce variazioni anche minime con assoluta precisione
3. dettaglio molto preciso, eccellente
4. gamma bassa un poco gonfia, imprecisa, lunga
5. gamma media perfetta, senza indecisioni né ringofiamenti nel versante basso
6. gamma acuta limpida, vellutata
7. scenario ampio ma misurato, gli strumenti appaiono leggermente più “grandi” del dovuto
8. tonalità calda, assai scura, quasi un velluto tenebroso
1. dinamica generale discreta, con qualche punta d’orgoglio sulla musica più densa
2. microdinamica buona, con alcune difficoltà con strumenti ostici, come il violino o il cembalo
3. dettaglio buono
4. gamma bassa gonfia, ridondante
5. gamma media gradevole, precisa
6. gamma acuta a tratti metallica, non sempre gradevole, che produce fatica all’ascolto
7. scenario accettabile, strumenti “piccoli”, orchestra leggermente “piatta
8. tonalità acida, metallica, faticosa all’ascolto, anche se capace di restituire molti dettagli
1. dinamica discreta, con alcune evidenti carenze nei pieni orchestrali
2. microdinamica buona, con una notevole capacità di restituire i transienti più improvvisi nel gioco strumentale
3. dettaglio notevole
4. gamma bassa un poco gonfia, irreale
5. gamma media al limite della perfezione, precisa, dettagliata, esatta
6. gamma acuta molto buona, soffice, vellutata, forse un poco imprecisa nei dettagli infinitesimi
7. scenario buono, disteso, ma non perfettamente inquadrabile
8. tonalità scura, molto calda, da “vecchia” 3300B
1. dinamica eccellente, vivace gasata o “gassata”, piena rispondenza al messaggio, sembrano molto più di 10 watt
2. microdinamica deludente: manca la capacità di restituire l’ambienza acustica dell’esecuzione
3. dettaglio scarso: il suono risulta oppresso dai macrofenomeni
4. gamma bassa ottima, trattenuta, decifrata, estesa in profondità
5. gamma media sofferente della carenza in dettaglio e precisione
6. gamma acuta a tratti stridula, non coerente con la trascrizione musicale
7. scenario discreto, laddove le carenze di dettaglio rendono l’ascolto assai distaccato e poco coinvolgente
8. tonalità aperta, chiara, scintillante, cristallina, gradevole, ma faticosa
1. dinamica discreta, non sempre vivace né piena rispondenza al messaggio
2. microdinamica buona, riesce a restituire l’ambiente e la presenza degli strumenti
3. dettaglio discreto, il suono risulta oppresso dai macrofenomeni
4. gamma bassa sufficiente, con alcune limitazioni nel caso di pieni orchestrali
5. gamma media molto aperta, precisa, dettagliata, gradevolissima nell’ascolto della musica da camera
6. gamma acuta al limite della perfezione, sottile e vellutata, mai stridula, avvolgente
7. scenario molto buono, grazie al dettaglio e alla precisione in gamma media, che consente di lineare le informazioni ambientali più recondite
8. tonalità leggermente scura, ma capace di restituire grandi momenti di chiarezza
1. dinamica molto buona, sempre vivace e con piena rispondenza al messaggio
2. microdinamica eccellente, riesce a restituire l’ambiente e la presenza degli strumenti
3. dettaglio eccellente
4. gamma bassa molto buona, con piccole limitazioni
5. gamma media molto precisa, dettagliatissima, gradevole nell’ascolto di ogni genere musicale
6. gamma acuta al limite della perfezione, vellutata, mai stridula, convincente
7. scenario eccellente, ogni strumento si colloca sul suo piano, le “dimensioni” immaginarie sono quelle reali
8. tonalità chiara, aperta, mai affaticante
|
Valvola Parametro |
Cetron |
Sovtek |
Billington |
Kron |
4300b Golden Dragon |
4300BLX Golden Dragon |
|
Dinamica generale |
6 |
7 |
6 |
9 |
6 |
8 |
|
Microdinamica |
9 |
7 |
7 |
5 |
7 |
9 |
|
Dettaglio |
9 |
6 |
7 |
5 |
6 |
9 |
|
Gamma bassa |
6 |
6 |
6 |
9 |
7 |
8 |
|
Gamma media |
9 |
7 |
9 |
6 |
8 |
9 |
|
Gamma acuta |
8 |
5 |
7 |
5 |
9 |
9 |
|
Scenario |
7 |
6 |
6 |
6 |
8 |
9 |
|
Tonalità |
7 |
5 |
8 |
7 |
7 |
9 |
|
Totale |
61 |
49 |
56 |
52 |
58 |
70 |
|
Prezzo a coppia(orientativo) in lire |
900.000 |
400.000 |
500.000 |
900.000 |
600.000 |
900.000 |
La conclusione appare evidente: la Golden Dragon appare la migliore in assoluto ed il suo costo non si discosta dalla media delle 300B alto di gamma presenti sul mercato. Per la cronaca, la 300B Audio Note – Western Electric costa all’incirca 1.600.000 lire la coppia: almeno che non suoni davvero come un‘orchestra dal vivo, il suo rapporto qualità – prezzo la rende non conveniente. A questi dati va aggiunta la considerazione sulla durata, verificabile in soltanto in maniera empirica: la mia prima coppia di Cetron è vissuta 1500 ore; le 4330B Golden Dragon sono vive e vegete dopo 2000 ore;: le 4300BLX fanno bella mostra di sé sul mio impianto da circa 2000 ore senza problemi.
Giudicate voi.